BASSANO - Il Consiglio di quartiere del centro storico, in occasione dell'approvazione del Pat, ha deciso di esprimersi in merito all'importante e decisivo strumento urbanistico, con osservazioni in particolare riguardo alle previsioni concernenti il centro storico. «Per quanto riguarda le osservazioni di carattere generale - scrivono i consiglieri -, ribadiamo e sottoscriviamo quanto già sintetizzato dal coordinatore dei quartieri Adriano Cantele nelle osservazioni depositate il 22 settembre. Sottolineamo ancora una volta il nostro rammarico per il carente coinvolgimento dei quartieri da parte dell'amministrazione: avremmo gradito che si fosse instaurato un dialogo con la cittadinanza per tramite dei Consigli di quartiere, volto a definire gli obiettivi e le strategie di piano in modo concertato con la popolazione, cioé con chi la città la vive. Un'altra occasione mancata». «Ribadiamo le perplessità e le critiche riguardo le analisi e le previsioni di piano già esaurientemente espresse dall'architetto Cantele - continua il documento -. In particolare sottoscriviamo la richiesta di maggior chiarezza sulla definizione di nuovi interventi e previsione di volumetrie: anche se non direttamente concernenti il centro storico (ma grossi interventi si prospettano nel futuro anche all'interno del nostro quartiere), tutte le consistenti operazioni edilizie attuate nel territorio comunale ma anche nei comuni limitrofi vanno inevitabilmente a incidere anche sugli equilibri del centro storico, polo di attrazione di un territorio che va al di là dei confini comunali. In tal senso reputiamo quantomeno miope il fatto di aver voluto predisporre un Pat e non un Pati, strumento che, coinvolgendo le realtà di un territorio più vasto, avrebbe meglio risposto alle esigenze, rispecchiando la realtà di un territorio come il nostro fortemente interconnesso e del quale Bassano rappresenta il fulcro». «In quest'ottica - prosegue il Consiglio - siamo molto preoccupati per la carente definizione delle strategie riguardanti la viabilità. Non si parla in alcun modo di una pedonalizzazione delle aree centrali, che pure auspichiamo venga nel tempo (finalmente!) attuata. Le proposte viabilistiche appaiono piuttosto vaghe e generiche (ci si limita a parlare di "gerarchizzazione delle strade e separazione delle funzioni"), cosa che reputiamo assai grave, in assenza di un Piano urbano del traffico la cui definizione pare ancora una chimera e data la situazione del traffico, ogni giorno più caotica, specialmente nella cintura viaria immediatamente a ridosso delle mura cittadine. Non vi è alcuna indicazione riguardo le interconnessioni delle infrastrutture viabilistiche a livello territoriale: basti pensare solo alla cosiddetta circonvallazione di Bassano, che attraversa almeno cinque comuni». Passando ai contenuti strettamente riguardanti il centro storico, il Consiglio rileva molti appunti: «Il centro storico è oggetto specifico di alcuni articoli delle norme tecniche del Pat: articolo 9, 11, 26. Nell'articolo 9, "disciplina della città esistente", si prescrivono "il mantenimento, il recupero, la riqualificazione degli insediamenti consolidati", adottando pari pari la disciplina degli interventi prevista dal Prg vigente, ripresa quindi dall'articolo 11, che inoltre dà alcune indicazioni riguardanti spazi pedonali, verdi, illuminazione ed indirizzi di progettazione edilizia. Tali indicazioni ci paiono alquanto ovvie e generiche! Non ci pare corretto definire la viabilità "radiale": si dimentica il tratto viale delle Fosse - via Brocchi - piazzale Cadorna, che cinge il centro storico come una cintura di traffico quotidiano?» «tra gli obiettivi locali si pone il "miglioramento dell'accessibilità, attribuendo priorità ai trasporti pubblici nell'ambito di un sistema integrato di circolazione". Chiediamo che questo obiettivo venga modificato in: "Disincentivazione dell'accesso automobilistico privato di penetrazione della città storica, migliorando la fruizione dei parcheggi di cintura e il servizio dei trasporti pubblici, nell'ottica di una progressiva pedonalizzazione delle aree centrali". La valorizzazione del centro storico, termine più volte ripetuto nel Pat, non può infatti prescindere dalla limitazione del traffico veicolare, fattore di disagio primario sia ambientale che paesaggistico. Importante sarebbe prevedere piste ciclabili che dalla periferia giungessero come percorso sicuro fino in centro, oltre a parcheggi in centro per le bici». Tra i fattori di tutela, «chiediamo che venga inserita la salvaguardia delle attività commerciali, artigianali e ricettive storicamente consolidate all'interno del centro storico, sia per assicurare i servizi di base agli abitanti del quartiere, sia per evitare la banalizzazione dell'offerta commerciale con una serie di negozi analoghi o, peggio, banche, con la sparizione di botteghe storiche che costituiscono la linfa vitale del centro». Per finire, «ci ha stupito molto non aver riscontrato in tutto il Pat accenno alcuno all'area dismessa dell'ex ospedale. Ci sembra una mancanza non da poco per l'importanza strategica, urbanistica, di dotazione di servizi e infrastrutture».