Città d'arte. L'obiettivo è dilatare i soggiorni da due a quattro notti Senza la tassa di soggiorno a frenare l'ascesa del turismo toscano nelle città d'arte, il 2006 dovrebbero far segnare un 6 sull'anno passato. Il provvedimento opzionale previsto in un primo momento dalla nuova Finanziaria rischiava di rimanere indigesto ai tour operator che già criticano il ticket bus: «Invito le categorie economiche a valutare comunque l'opportunità di un provvedimento che contribuisca a migliorare l'accoglienza cittadina», dice a titolo personale Silvano Gori, assessore al turismo del Comune. Per il 2006 a Firenze si parla di aumenti delle presenze nell'ordine del 20, con 10 milioni di turisti che ogni anno si affiancano ai 360mila abitanti e i 300 mila pendolari: un motivo di soddisfazione, ma un flusso così imponente crea anche problemi. «Si concentra tutto nel centro storico osserva Goricreando notevole pressione e una sensazione di troppo affollamento. L'ideale sarebbe che il turista stesse a Firenze almeno 4 giorni, anziché i due attuali». Turismo spesso "concentrato" anche a Pisa, dove la Torre rappresenta un atout di livello mondiale, ma prevale la logica del mordi e fuggì: «Nel passato abbiamo sempre vissuto di rendita con Piazza dei Miracoli afferma Michela Ciangherotti, assessore comunale al turismo e Pisa è un polo diverso dalle città d'arte che hanno un contesto metropolitano. Nel tempo questo valore è diventato un valore da poter visitare per anche solo per poche ore: quindi il lavoro dell'attuale amministrazione è stato teso ad allungare la stagionalità attraverso la valorizzazione del patrimonio artistico, accompagnandolo con eventi che potessero essere poli attrattivi in città». I primi frutti della destagionalizzazione si vedono già ora: «Quest'anno nei mesi di gennaio e febbraiospiega l'assessore abbiamo avuto un trend molto positivo, che non veniva registrato da oltre io anni, di presenze in città. Crediamo che siano più fattori messi insieme: le strutture alberghiere di grande qualità aggiunte negli ultimi anni, il livello di accoglienza, e i servizi in città».