Appello del sindaco a Rutelli: «L'archeologia è un peso, deve invece diventare una morsa» AQUILEIA - Sbloccare una situazione ingessata e favorire lo sviluppo di uno dei maggiori siti archeologici italiani, superando gli ostacoli che frenano l'attuazione della legge regionale e rendendo più stretta la collaborazione con il Ministero. Sono i propositi emersi durante la visita del vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, che si è incontrato ieri mattina con il sindaco di Aquileia Alviano Scarel e il presidente della Regione Riccardo Illy. L'incontro ha preso avvio dalle problematiche che gravano su Aquileia. «Il ministro - ha esordito Scarel - è stato sindaco di Roma e sa che dare servizi e strade in una città carica di storia è fonte di svariate frustrazioni. Sperimentiamo questa situazione ogni giorno, per di più in un piccolo Comune di 3 mila abitanti, dove l'economia non ha le dinamiche di una grande città. La situazione è complicata dalla legge Urbani, che rende le opere pubbliche un'avventura dagli esiti non scontati e dai costi non prevedibili. Abbiamo sempre avuto una legislazione vincolistica, tanto che oggi ci ritroviamo con 2 milioni di metri quadrati vincolati, aree demaniali con edifici non utilizzati e altri in perenne restauro. Una realtà ingessata, nella quale l'archeologia è paradossalmente un peso e non una risorsa». Una soluzione possibile è la legge regionale, ma l'impugnazione ha posto un nuovo ostacolo. «La Regione - continua Scarel - ha puntato molto sul turismo, ha approvato e finanziato una legge che prevede l'istituzione di una fondazione, ma questa legge è stata impugnata dal Governo per una serie di illegittimità. La legge è uno strumento di concertazione di tutti i soggetti che operano sul territorio, con lo scopo di favorire progetti di respiro che ci sollevino dalla marginalità. Perché ciò avvenga, però, è necessaria la partecipazione collaborativa del Ministero». Un primo accordo è già stato trovato: «Ho parlato con il ministro per gli Affari regionali Lanzillotta - ha spiegato il presidente Illy - e abbiamo trovato un accordo. Si tratta di trovare un'intesa formale per modificare la legge e superare l'impugnazione. Gli obiettivi sono assolutamente condivisi, e l'intenzione è di rendere Aquileia il secondo sito archeologico italiano, creando le strutture adeguate e favorendo i flussi turistici regionali e euroregionali. C'è un impegno finanziario importante, mi auguro che la visita ne sancisca la creazione». La risposta del ministro Rutelli è la garanzia di una collaborazione: «Bisogna trovare il punto d'intesa affinchè la città venga valorizzata, non venga meno la tutela e si favorisca lo sviluppo economico. La legge regionale è una buona opportunità. Ha parti inevitabilmente da migliorare perché la tutela è costituzionalmente attribuita allo Stato, ma c'è piena disponibilità del Ministero a collaborare e a trovare l'accordo per la sua riscrittura. Ci saranno forme di sostegno alla fondazione, ma ciò che devo garantire sono più risorse per l'attività diretta del Ministero. Di recente ho parlato di Aquileia con il ministro della Cultura serbo e ci sono tutte le condizioni perché diventi un polo turistico internazionale. La bellezza e la singolarità di Aquileia sono uniche: la città ha potenzialità immense, in larga parte inespresse, e ha avuto una straordinaria capacità di irradiazione, tanto che il territorio la guarda come una capitale simbolica. Perché non farne di nuovo un centro di riferimento? Il suo futuro è una preoccupazione nazionale».