Nei musei sempre più opere di giovani artisti, in particolare italiani. È l'obiettivo del Patto per l'arte contemporanea firmato ieri a Roma dal ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, e dai rappresentanti di Regioni ed enti locali. Il Patto può contare sui cinque milioni di euro che ogni anno, a partire dal 2002, i Beni culturali stanziano per l'acquisto di opere del nostro tempo. Quella dotazione - riservata al Piano per l'arte contemporanea, di cui il Patto entra dunque a far parte - sarà integrata con le risorse messe a disposizione dalle amministrazioni locali, fondi che saranno destinati alle medesime finalità. Il Patto siglato ieri consente, però, di evitare sovrapposizioni: Stato e periferia collaboreranno, anche nel rispetto delle nuove competenze delineate dal Titolo V della Costituzione, per colmare la distanza che separa l'Italia dagli altri Paesi europei in materia di collezioni contemporanee. Ci sarà, pertanto, un coordinamento nell'acquisto delle opere e anche nella commissione di nuovi lavori. Ciò consentirà, inoltre, di poter mettere a punto standard per l'accertamento e la certificazione della qualità dei prodotti artistici e di catalogare tutto il patrimonio di beni contemporanei di cui l'Italia disporrà. «Sarà garantita - ha affermato Giuliano Urbani - una maggiore presenza nei musei statali e civici del panorama culturale italiano contemporaneo». Ecco perché il ministro ha invitato le amministrazioni locali a investire nelle opere del nostro tempo, sviluppando così «un mercato che finora ha dovuto far conto solo sulle proprie forze e incoraggiando gli artisti più promettenti». «Si fa gioco di squadra - gli ha fatto eco Giampiero Leo, coordinatore degli assessori regionali alla cultura -. Il Patto vuole, infatti, favorire la gestione decentrata delle competenze, l'integrazione e la valorizzazione delle identità culturali locali, l'acquisizione delle opere attraverso la concertazione tra i diversi livelli museali presenti sul territorio». Allo stesso tempo si cercherà di creare una rete per l'arte contemporanea anche a livello internazionale. Testa di ponte per l'Italia sarà, almeno nella fase iniziale, il museo MaXXI di Roma, dove ieri è stato siglato il Patto. La struttura, in fase di completamento, accoglierà le arti del XXI secolo e sarà gemellata con il centro Pompidou di Parigi, con il museo delle arti contemporanee di Chicago e con il museo dell'arte di Shangai.