Nuovo studio sulle dighe mobili E domani ci sarà Comitatone Nel 2050 il livello del mare potrà aumentare fino a 50 centimetri. Più del doppio di quanto era stato previsto negli studi preparatori del Mose. Lo scrive il professor Paolo Pirazzoli, studioso del Cnr francese e dell'Ipcc. Un fatto nuovo, che secondo gli esperti deve far riflettere sull'utilità del progetto Mose. Con queste cifre infatti, il numero delle chiusure è destinato ad aumentare, con gravi problemi per l'ambiente e l'attività portuale. Per domani pomeriggio a Roma è intanto convocato il Comitatone. Una riunione che dovrebbe decidere sul futuro del progetto Mose, a cui intanto il governo ha dato per il 2007 solo 100 milioni di euro, a fronte dei 900 richiesti dal Consorzio Venezia Nuova. La situazione è ancora molto incerta. Il Comune insiste per modificare il progetto. E porterà domani al voto un ordine del giorno che critica duramente il Mose e propone soluzioni alternative. Ma il Consiglio dei ministri ha votato l'altra settimana a maggioranza la relazione del ministro Di Pietro, che boccia le alternative e propone di andare avanti con i lavori. Intendimento del governo è quello di presentarsi con una posizione unitaria, e far valere in Comitatone un solo voto a nome della Presidenza del Consiglio e dei cinque ministri che fanno parte del comitato. Ma sarà molto difficile che vada in questo modo. Il ministro per l'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha inviato una durissima lettera ai componenti del Comitato, sollevando dubbi di legittimità sull'iter del progetto e accusando il suo collega Di Pietro di non aver rappresentato la situazione nella sua interezza. «Siamo d'accordo con il sindaco Cacciari», ha detto il ministro, «e chiederemo che ognuno esprima il suo voto». D'accordo con il Comune anche il ministero della Ricerca scientifica, che ha preso le distanze dagli studi del Corila. E pur con prudenza, anche dal ministero dei Trasporti, che ha accolto con grande preoccupazione i nuovi dati sull'eustatismo. 50 centimetri di acqua in più alla metà del secolo significano infatti almeno 70 chiusure nel periodo invernale. Con problemi di gestione anche in presenza delle conche di navigazione. Dalla parte del Mose ci sono il ministero delle Infrastrutture, appoggiato in questo caso dal presidente Prodi, mentre il ministero dei Beni culturali ha una posizione differenziata. Contrarie le Soprintendenze, favorevoli gli ispettori centrali. E il ministro Rutelli, che aveva promesso «pieno appoggio al sindaco Cacciari» in campagna elettorale, alle due ultime riunioni non si è fatto nemmeno vedere. Favorevole al Mose anche il presidente della Regione Galan, che voterà sì come il sindaco di Jesolo. Mentre hanno annunciato l'astensione i sindaci di Chioggia Fortunato Guarnieri e di Mira, Roberto Marcato.