L'ESPERTA D'ARTE «II mio cruccio è che per montare quei tubi non ci hanno fatto vedere il restauro alle sue spalle, quello della chiesa di Trinità dei Monti» I CARICATURISTI «All'inizio c'erano gli operai per le operazioni di montaggio, poi sono spariti tutti e da allora non abbiamo più visto nessuno» Sette mesi di nulla. L'obelisco Sallustiano, in cima a Trinità dei Monti, «impaccato» per nulla. Da sette mesi l'obelisco che sovrasta piazza di Spagna, meta in questi giorni di fans per la coppia Cruise-Holmes, sta ospitando il restauro fantasma più inquietante degli ultimi anni a Roma. Tutto è fermo dentro l'imponente ponteggio eretto ormai da aprile, non c'è segno di intervento, è venuto meno anche il cartello esterno che all'inizio indicava quan-tomeno chi e per conto di chi era intervenuto a coprire col ponteggio il grande obelisco alto 14 metri. La scomparsa del cartello parla già da sola, l'assenza poi di restauratori, manovali, tecnici e quant'altro è invece sotto gli occhi di tutti. I caricaturisti di strada che circondano il monumento spiegano la situazione così: «All'inizio sono venuti in tanti a montare il ponteggio, poi eretto il ponteggio sono spariti tutti e da allora non si è visto più nessuno...». Eppure è da giugno che il ministero dei Lavori pubblici, attraverso un «summit» promosso dalla direzione regionale con le principali sovrintendenze di Roma da quella archeologica a quella dei monumenti a quella comunale, aveva annunciato la rimozione del ponteggio. Aver «impaccato» nello stesso momento i tre principali obelischi romani, da quello di Piazza del Popolo a quello di San Giovanni in Laterano, era sembrato a tutti un po' troppo. Meglio dunque «liberare» almeno quello di Trinità dei Monti, rimandandone il restauro a una fase successiva. Questo il succo del «summit» tenutosi il 12 giugno. E poi? Poi le cose non sono andate affatto in questa direzione. Per capirlo è bastato guardare ogni tanto verso l'obelisco, visibile attraverso piazza di Spagna e via Condotti e poi via di Fontanella Borghese fin dal lontano ponte Cavour. A spiegarcelo è intervenuta poi l'Agat (Associazione Grandi Affissioni Temporanee) che, in una lunga missiva di «precisazione» sul caso, ha rivelato l'esistenza di un accordo che di fatto ha rinviato tutto a dopo l'estate, lasciando il ponteggio così com'è. Troppo costoso smontare il ponteggio (pare che erigerlo comporti circa 100 mila euro), meglio lasciarlo lì e rimandare a poi. Ma ora che l'estate è diventata un pallido ricordo e che i mesi accumulati sono diventati ormai sette, ferme restando le impalcature degli altri obelischi, la situazione rischia di diventare davvero paradossale. Non solo non si smonta il ponteggio come deciso (qualcuno ha scoperto che costerebbe troppo), ma non si procede neanche al restauro che sembrava così irrinun-ciabile e irrimandabile. Nel frattempo si paga il costo ponteggio per giornate di intervento che non ci sono. In-somma, un bel pasticcio che costa alle casse dello stato. «Il mio cruccio non è neanche quel ponteggio inutile -dice un'esperta d'arte -, quanto il fatto che per erigerlo in fretta e furia non ci hanno fatto vedere, neanche per un sol giorno, il restauro alle sue spalle, quello della chiesa di Trinità dei Monti...». Già, il rebus è tutto qui. L'obelisco è stato impaccato proprio quando veniva smantellato il ponteggio alle sue spalle che era lì da quattro anni, con i maxicartelloni pubblicitari in posizione straordinaria sul cuore della città. Un nuovo cantiere, in quell'altrettanto straordinaria posizione consentita dall'obelisco, sembrava venire a fagiolo. Poi però ne sono nate polemiche, a cui sono seguite riunioni, decisioni con annunci di rinvio ecc. Poi alla fine si constata che un altro risultato è stato raggiunto: su quel ponteggio finora inutile per i fini a cui era stato predisposto non è comparsa neanche l'eventuale pubblicità. Costoso e veramente inutile.
Roma. Obelisco ancora incartato dopo sette mesi senza lavori
L'obelisco di Trinità dei Monti a Roma è stato impaccato per sette mesi, mentre il ponteggio che lo copriva è stato eretto senza intervento di restauratori o manovali. Il ministero dei Lavori pubblici aveva annunciato la rimozione del ponteggio, ma non è stato realizzato. L'Agat ha rivelato che un accordo ha rinviato tutto a dopo l'estate, lasciando il ponteggio inutilizzato. La situazione è considerata paradossale, poiché il ponteggio non è stato smontato e non si procede al restauro, mentre si paga il costo del ponteggio per giornate di intervento che non ci sono.
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