Avviati i lavori per il restauro di Palazzo Trigona che ospiterà i reperti della Villa "IL MUSEO CHE non c'è". Non si poteva trovare una definizione più adatta per il museo di Piazza Armerina, della cui istituzione si parla già dal 1959, quando un antico e prestigioso palazzo della città, appartenente alla nobile famiglia Trigona, venne acquistato dalla Regione Siciliana perché fosse trasformato in museo. Erano passati pochi anni dalla completa messa in luce della parte residenziale della villa del Casale e si cominciava così a immaginare una sede in cui custodire e valorizzare i reperti della villa e di altre località del territorio. Purtroppo, però, fino a oggi, il museo ancora non c'è. Ripercorrere la storia di questo museo mancato significa individuare un esempio emblematico di cattiva gestione del nostro patrimonio storico artistico, in cui risulta quasi impossibile individuare singole responsabilità nel susseguirsi di ritardi, cambi di gestione politica ed amministrativa, trasferimenti di competenze, inadempienze, e molto altro ancora. Il Palazzo Trigona, di per sé, poteva essere un museo: appartenuto ad una delle più nobili famiglie siciliane, costruito nel 1700, è ubicato accanto al maestoso duomo di Piazza Armerina e la sua facciata costituisce uno splendido scenario a completamento della piazza più suggestiva della città. Al momento della vendita alla Regione Siciliana, il palazzo conservava gran parte dell'arredo originario e le sue stanze erano decorate con pavimenti in maiolica ed affreschi. Oggi, a chi abbia la ventura di poter accedere alle stanze del palazzo, si offre un panorama sconfortante: la pavimentazione è stata completamente rimossa (esistono soltanto alcuni frammenti in qualche angolo che permettono di immaginarne lo splendore) e molti degli affreschi sono stati sventrati. Dell'arredo, naturalmente, non c'è quasi più traccia. Furono i primi lavori per la realizzazione del museo, attuati negli anni '80, a provocare questo scempio. In teoria, una volta predisposti gli impianti necessari all'allestimento museale, il palazzo avrebbe dovuto essere restaurato e i suoi arredi ricollocati nelle posizioni originarie. In realtà, invece, i finanziamenti non bastarono a completare i lavori, e, poiché inagibile, il palazzo venne chiuso ed utilizzato soltanto una volta all'anno, in occasione del "Palio dei Normanni", una manifestazione che si tiene a Piazza Armerina a metà agosto. Chiedersi perché ciò sia potuto accadere è assolutamente legittimo, ma non serve a risolvere il problema. Dal 2000 il comitato regionale di Legambiente, attraverso i suoi rappresentanti di Piazza Armerina, si è fatto promotore di una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, alla quale hanno aderito numerose associazioni presenti nella città di Piazza Armerina e nel suo territorio, che è stata sintetizzata dallo slogan: "una città per il museo, un museo per la città". Nel maggio 2002venne consegnato all'allora assessore regionale ai Beni Culturali, on. FabioGranata, un dossier dal titolo "Palazzo Trigona: il museo che non c'è", in cui si ricercavano le ragioni della mancata realizzazione del museo, richiedendo contestualmente un finanziamento per il recupero del Palazzo che venne promesso dall'assessore in quella stessa sede. Da allora sono passati più di quattro anni: finalmente, appena qualche mese fa, la Regione Siciliana ha stanziato un finanziamento che prevede una spesa di 4.415.000 euro per la messa in sicurezza del palazzo, in una prima fase, e gli interventi di completamento e di restauro, in una fase successiva e complementare. Dal 22 luglio scorso, quindi, si è potuto aprire il primo cantiere di lavori, a cui dovrebbe seguire il secondo intervento di recupero: si prevede che l'intera operazione possa richiedere due o tre anni al massimo. Ma tutto questo non basta a creare il museo, per il quale sono necessari ulteriori finanziamenti. Legambiente chiede pertanto che l'assessorato regionale ai Beni Culturali predisponga al più presto la legge istitutiva del "Museo della Città e del Territorio di Palazzo Trigona", individui il canale di finanziamento per l'allestimento museale non previsto dall'attuale progetto di recupero, predisponendo anche l'emissione di un biglietto unico Villa romana del Casale-Museo di Palazzo Trigona per creare uno stretto collegamento tra la Città di Piazza e il suo più importante sito archeologico. Del resto, un museo è atteso anche dalle migliaia di visitatori che ogni anno si recano alla villa del Casale, dal 1999 dotata di una propria autonomia istituzionale come Museo Archeologico Regionale. Molti visitatori, infatti, abituati all'idea "tradizionale" di museo archeologico, con vetrine piene di oggetti e pannelli esplicativi, spesso alla fine della visita dei "mosaici" chiedono dove si trovi il "museo". La villa, pur essendo un museo a tutti gli effetti, nella concezione moderna che prevede anche la musealizzazione di edifici monumentali per preservarne il più possibile il contesto, ha bisogno comunque di essere affiancata da una struttura museale "tradizionale", in cui esporre gli oggetti mobili in essa rinvenuti che ne illustrino la storia nel corso dei secoli, insieme ai materiali provenienti da altre località del territorio circostante. Per tentare di raggiungere finalmente questo obiettivo, il 20 ottobre scorso, Legambiente ha organizzato a Piazza Armerina una tavola rotonda presso la Biblioteca Comunale a cui hanno preso parte personalità del mondo politico, istituzionale ed accademico. In quella sede, oltre ad alcuni studi sulla famiglia dei Trigona in Sicilia, realizzati da studenti del corso di laurea in formazione di operatori turistici, è stato presentato il progetto di restauro e si è discusso sulla maniera in cui debba essere concepito il Museo da realizzare nel Palazzo: questo dovrebbe esse-re un'istituzione al servizio della comunità cittadina e di tutti i suoi visitatori, un luogo in cui esporre i materiali depositati nei magazzini locali e quelli attualmente conservati presso altri musei siciliani, al fine di ricostituire il patrimonio storico-archeologico della città e del territorio di Piazza Armerina. Il raggiungimento di questo traguardo non sarà facile, anche se oggi tutti si dichiarano disponibili ad impegnarsi per la sua realizzazione. Sarebbe ora, tuttavia, che Piazza Armerina avesse il suo museo a Palazzo Trigona, e non soltanto il paradosso molto pirandelliano di un museo che "non c'è".
Piazza Armerina, il Museo che non c'è
Il Palazzo Trigona, un edificio storico di Piazza Armerina, è stato acquistato dalla Regione Siciliana nel 1959 per essere trasformato in un museo. Tuttavia, non è mai stato realizzato. I lavori iniziali, attuati negli anni '80, hanno provocato lo scempio del palazzo, con la rimozione della pavimentazione e la sventatura degli affreschi. Il palazzo è stato chiuso e utilizzato solo una volta all'anno, in occasione del "Palio dei Normanni". Dal 2000, il comitato regionale di Legambiente ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per la realizzazione del museo.
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