Sono 37 pezzi pregiati creati per i Savoia nel '700 Dopo il restauro, una mostra all'inaugurazione di Venaria SONO approdati al Centro di Restauro della Reggia di Venaria i preziosi arredi trafugati la notte del 19 febbraio 2004 nella Palazzina di Stupinigi e ritrovati lo scorso novembre in un prato a Villastellone. L'arrivo, in due tranche, risale a qualche settimana fa: ma la notizia è stata circondata finora dal più assoluto riserbo. Si è saputo anche che alcuni di quei mobili saranno recuperati in tempo per essere esposti, il prossimo ottobre, alla grande mostra dedicata ai Savoia che inaugurerà la Reggia di Venaria. C'è voluto un anno, ma ora i cassettoni, le scrivanie a ribalta, le specchiere e i tavolini che portano la firma di Pietro Piffetti, Luigi Prinotto, Giuseppe Maria Bonzanigo e di altri ebanisti e artisti attivi per i Savoia nel 700 sono finalmente "ricoverati", in attesa di essere riportati all'onor del mondo. Hanno già preso il via le analisi necessarie per formulare le diagnosi e definire i tipi di interventi, a seconda della tipologia di ogni singola opera e dei danni ricevuti. Un tesoro, quello ospitato nel Centro, formato da 37 pezzi ritenuti dagli studiosi uno straordinario catalogo del meglio dell'ebanisteria piemontese. Forse proprio la loro preziosità li ha "salvati". Al momento del furto era stata fatta una valutazione approssimativa di 10 milioni, ma il valore è a detta degli esperti inestimabile, grazie proprio alla loro unicità e alla difficoltà quindi a piazzarli sul mercato antiquario. Finora i mobili erano depositati a Stupinigi, in attesa che si concludesse una trattativa tra la Fondazione Mauriziana, padrona di casa della Palazzina, e la compagnia di assicurazione: ma poiché le cose andavano troppo per le lunghe (il contenzioso è ancora aperto), è intervenuto il Centro di Restauro di Venaria. Carlo Callieri, nella doppia veste di presidente del Centro e vicepresidente della Compagnia di San Paolo, aveva dichiarato già a pochi giorni dal ritrovamento la disponibilità a ospitare e "curare" gli arredi. Poi, alcune settimane fa, il via libera della Fondazione Mauriziana al trasferimento. E l'impegno della Compagnia a destinare 250 mila euro per i restauri e 50mila per le analisi delle opere, contributi che rientrano nelle attività istituzionali per il Centro di Restauro. Difficile stabilire priorità, ma sicuramente alcuni di quei mobili, per storia e preziosità, meritano particolare attenzione. E' il caso della scrivania in legnò violetto intarsiato in avorio madreperla e tartaruga, inciso e colorato, attribuito a Prinotto e Piffetti: al centro è raffigurata la scena in cui Giove dona a Diana "il sommo impero delle cacce" (tutto fa pensare che sarà uno dei mobili esposti il prossimo autunno nella mostra allestita nella reggia di Venaria). C'è poi la "Mazzarina" di Luigi Prinotto, scrivania a cassetti in legno di ebano e palissandro con intagli ritenti ai disegni dell'artista Pietro Domenico Olivero. Di Piffetti ancora un monumentale cassettone con motivi di fiori e volute, databile al 1770, e un inginocchiatoio in legni pregiati, unico pezzo superstite di un pregadio pendant di quello eseguito a metà del secolo per le nozze di Vittorio Amedeo e Maria Antonia di Spagna, collocato nel torinese Palazzo Reale. Tra i pezzi più rari, un'enorme specchiera da cassettone (misura un metro e mezzo per due e mezzo) di legno intagliato, dorato e colorato, firmata da Bonzanigo: appartiene a un gruppo di quattro eseguite per Stupinigi nel 1782. Deliziosa è ancora la toeletta in legno laccato e dorato con scenette orientali e motivi rococò, quella non di scuola piemontese, ma di origine veneziana. Nel bottino c'erano anche quattro dipinti a olio con ritratti di dame, prelevati dall'Appartamento della Regina: anch'essi avranno le cure del Centro di Restauro, passando direttamente dal laboratorio di pittura. Tra i pezzi ricoverati, anche alcuni orologi tipo Robert e un tavolino "a sorpresa" di Giovanni Battista Galletti: diviene all'occorrenza scrivania o tavolo da gioco.
Nuova vita per i mobili di Stupinigi. Erano stati trafugati dalla Palazzina di caccia e poi ritrovati.
Il Centro di Restauro della Reggia di Venaria ha accolto 37 pezzi di arredi trafugati nel 2004 dalla Palazzina di Stupinigi. I mobili, creati per i Savoia nel 700, sono stati ritrovati in un prato a Villastellone e sono stati trasferiti al Centro di Restauro. I restauri e le analisi sono in corso, e alcuni pezzi saranno esposti nel prossimo ottobre nella mostra dedicata ai Savoia. I mobili sono stati valutati in 10 milioni, ma il loro valore è considerato inestimabile a causa della loro unicità e difficoltà a piazzarli sul mercato antiquario.
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