Il sindaco: quando ero ministro c'era un piano condiviso con i Il sottosegretario: assurdo pagare un affitto per un edificio che ancora non esiste «No, va cambiato il progetto» Scontro tra la Moratti e Dalla Chiesa sul futuro dell'Accademia alla Boma. Buon: basta ritardi, subito la nuova Pinacoteca Progetto Grande Brera: il caso si riapre. O si tenta di riaprirlo. Per festeggiare gli ottant'anni dell'Associazione Amici di Brera, fondata nel 1926 da un gruppo di collezionisti che, nel '39, donarono al Museo la «Cena in Emmaus» di Caravaggio, ieri in Pinacoteca c'erano molti protagonisti della vicenda. E l'argomento ovvero il progetto di ampliare la Pinacoteca liberando spazi occupati dall'Accademia che andrebbe parzialmente trasferita alla Bovisa-7-è risuonato. «È necessaria una ridefinizione degli spazi» ha dichiarato il presidente degli Amici di Brera, Ennio Brion. «È indifferibile un progetto per la Pinacoteca», ha dichiarato la sovrintendente ai Beni artistici Carla Enrica Spantigati, anticipando le critiche su luci inadeguate, eccessivo numero di opere nei depositi, assenza di un biglietto unico, carenza di finanziamenti statali che di lì a poco Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio avrebbero mosso. Quindi, giunto il turno del sindaco Letizia Moratti, la vicenda Grande Brera è stata ricostruita e rilanciata. «Quando ero ministro dell'Università ha ricordato avevo lavorato per un progetto condiviso anche dal ministero per i Beni culturali: tenere un po' di Accademia qui e Palazzo Citterio passando da sei a settemila metri, e aggiungerne 14mila alla Bovisa. Negli spazi liberati si potevano avere nuove sale per la Pinacoteca. Il progetto era condiviso dal presidente dell'Accademia, Stefano Zecchi (che era in sala ed ha concordato con la Moratti, ndr.), dagli Amici di Brera ed è stato finanziato. Purtroppo si è bloccato». In sala c'era il sottosegretario all'Università Nando Dalla Chiesa, che ha spiegato i motivi dello stop, venuto un mese fa dagli uffici del ministero di Mussi. «Il ministero vuole realizzare quel progetto e sviluppare poli vocazionali come quello della Bovisa ha affermato . Ma l'attuale progetto prevede di pagare l'affitto di un immobile costruito da terzi per ospitare l'accademia che per ora non c'è: lì c'è solo un prato! Dunque riteniamo meglio che il ministero accenda un mutuo per costruire la nuova sede, che poi resterà sua». E naturalmente i tempi si allungano. Allo Stato non perdona nulla l'assessore alla Cultura della Regione, Massimo Zanello: «Alla Basilicata lo Stato da 50 milioni, a noi 15». Niente perdona Sgarbi: «Brera dovrebbe essere come gli Uffizi e, più della Scala, il luogo di identificazione di Milano. Ma lo Stato la lascia con l'ansia di arrivare a fine mese». Philippe Daverio aggiunge che «a Milano ci sono collezioni inestimabili, ma c'è disgregazione del patrimonio: Brera espone una parte, un'altra è in via Palestro, altra al Castello, altra nelle banche... Bisogna superare questa frammentazione». La Grande Brera, un progetto, ha ricordato Carlo Bertelli, di cui si discute da decenni, e potrebbe aiutare a risolvere la frammentazione. Quanto all'ipotesi del biglietto unico (tra musei comunali e statali), suggerita da Sgarbi, la Spantigati si è detta possibilista: «A Torino ci siamo riusciti»,
Beni culturali. Grande Brera, bloccati i fondi.
Il progetto Grande Brera, che prevede l'ampliamento della Pinacoteca e la trasferita parziale dell'Accademia alla Bovisa, è stato bloccato. Il progetto era condiviso dal ministero dell'Università, dagli Amici di Brera e finanziato, ma si è fermato a causa di problemi di affitto e finanziamenti. Il sindaco Letizia Moratti ha ricordato di aver lavorato per il progetto quando era ministro dell'Università, ma il ministero vuole realizzare un nuovo progetto con un mutuo per costruire la nuova sede. L'assessore alla Cultura della Regione, Massimo Zanello, ha criticato il ministero per non aver fornito sufficienti finanziamenti.
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