Da Arrigo Petacco, giornalista e scrittore, che da sempre ha nel cuore la terra spezzina, pubblichiamo questo contributo al dibattito sul progetto di un tunnel per il Castello di Portovenere PORTOVENERE ha corso molti rischi nella sua più che millenaria esistenza. Rischi di ogni genere: assedi, incursioni piratesche, incendi, saccheggi e persino un tentativo di epurazione quando i bigotti del VI o del VII secolo tentarono addirittura di cambiargli il nome in "Portoveniero" con la scusa di un San Venerio che sarebbe vissuto da queste parti. Ma tutti i tentativi sono falliti. I suoi fieri abitanti hanno sempre difeso il borgo natio ributtando a mare gli assalitori conservandolo intatto e beffando i subdoli epuratori salvaguardando gelosamente anche il suo antico nome pagano. Questo però accadeva nei secoli bui, quando era sufficiente lasciare sulla torre di guardia della "vistetta", una scolta pronta a suonare le campane a martello al solo apparire di vele sospette. Ma oggi non è più così: gli assalitori non giungono dal mare con la scimitarra in pugno: arrivano via terra in giacca e cravatta, col sorriso sulle labbra, sbandierando carte bollate e permessi edilizi che risultano più micidiali delle spade e degli archibugi. Il primo assalto in questo senso si registrò una ventina d'anni fa quando di sorpresa, nottetempo, una ruspa distrusse l'antico convento olivetano per far posto a un palazzaccio ultramoderno che ancora grida vendetta. In quell'occasione non fu possibile respingere il "nemico": tutto era in regola, purtroppo. Il progetto era stato approvato e realizzato addirittura dal signor Sovrintendente nella sua doppia veste di sovrintendente e di architetto. In seguito, altri pericoli sono apparsi all'orizzonte, come, per esempio, il progetto, fortunatamente frustrato, di fare un buco all'ingresso del borgo per incanalarvi il traffico e consentire con quella scusa un'ampia cementificazione. O come quando, un paio d'anni fa, prese piede l'idea peregrina di scavare al centro del borgo, sotto le vecchie casette barcollanti (che ancora conservano le tracce di un incendio del XIV secolo), un altro buco, questa volta in verticale, per consentire il passaggio di un ascensore che avrebbe dovuto condurre al castello. Per fortuna, questo "stupro" fu bloccato sul nascere dai portoveneresi infuriati con manifestazioni di piazza e sventolio di lenzuola con scritte significative, benché il progetto fosse disegnato e approvato da un altro Sovrintendente, pure lui nella doppia veste di sovrintendente e architetto. Passata la paura dunque? Niente affatto. Anche se il nuovo sindaco, che è finalmente un sindaco efficiente, ha rassicurato gli elettori che il tunnel non si farà, la "banda del buco" non si è affatto arresa e insiste con protervia nel suo impopolare disegno. Le vele nemi-che sono dunque ancora in agguato, ma non c'è più la scolta sulla "vistetta" per suonare le campane a martello. Pare infatti che si stia progettando un altro buco, questa volta alla rovescia, ossia una galleria che partirebbe dal castello per giungere ancora non si sa dove. Ma sarà vero? Signor sindaco ce lo dica lei. E se è vero, monti in sella e impugni la spada: i portoveneresi la seguiranno. Post scriptum: se proprio si vuole rendere più accessibile la salita al castello, perché non sfruttare la pista (un tempo utilizzata dagli antichi castellani) che è già pronta a ridosso del muto di cinta e che sembra fatta apposta per collocarvi una monorotaia? Costerebbe poco, molto poco, forse troppo poco...
Pirati in giacca e cravatta a Portovenere. Tramontato Vascensore, torna il progetto di un tunnel sotto il castello
Il Castello di Portovenere è stato oggetto di numerosi rischi e tentativi di distruzione nel corso dei secoli, ma i suoi abitanti hanno sempre riuscito a difenderlo. Oggi, gli assalti non sono più del tipo classico, ma piuttosto di natura urbanistica, con progetti di demolizione e ristrutturazione che minacciano l'integrità del borgo. Il progetto di un tunnel per il castello è stato approvato e realizzato, ma altri progetti simili sono stati bloccati dai portoveneresi. Il nuovo sindaco ha rassicurato gli elettori che il tunnel non si farà, ma la "banda del buco" continua a insistere nel suo disegno.
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