Le più grandi banche del mondo hanno tutte un servizio dedicato, ricco di consulenti di prestigio Roma Rendono più delle obbligazioni, crescono più delle azioni, e garantiscono un rendimento non soltanto economico, ma anche estetico. Parliamo delle opere d'arte contemporanea, che in questi ultimi anni hanno raggiunto quotazioni da capogiro. Tanto da convincere gli economisti di tutto il mondo che l'arte è diventata uno degli investimenti migliori del nostro tempo. E lo dimostra la quantità di fondi per l'acquisto di opere d'arte che le grandi banche internazionali stanno proponendo ai loro clienti in questi ultimi anni. Non è un caso che ali ' estero i primi punti di riferimento per i nuovi investitori d'arte siano proprio gli istituti bancari più prestigiosi, che da trent ' anni hanno messo a punto un apposito servizio di consulenza per i loro clienti interessati ad unire l'arte alla finanza. Così a partire dagli anni Ottanta è nato 1'art advisory, un apposito servizio dedicato agli investimenti in opere d'arte, nato negli Stati Uniti nel 1979 per la cliente-la private di Citibank, il primo istituto ad intuire la necessità di coniugare l'alta finanza con l'arte. Inutile dire che il servizio non è per tutti : per investire in arte bisogna avere un patrimonio superiore al milione di dollari. L'intuizione di Citibank si rivela subito giusta, e destinata ad un rapido successo. I clienti chiedono di essere rappresentati nelle aste, oppure chiedono le valutazio-ni di dipinti o, più raramente, l'assistenza nella vendita di opere d'arte. La banca risponde con l'aiuto di esperti esterni, in grado di determinare i prezzi, consigliare possibili acquirenti e stabilire le giuste condizioni per vendite e acquisti. In breve tempo l'art advisory entra a far parte del pacchetto dei servizi offerti anche dalle più prestigiose banche europee. Quali? Uno dei più efficienti è quello di Deutsche Bank, che propone un'articolata serie di servizi, in collaborazione con una casa d'aste, che vanno dall'inventario di una collezione ai contatti con i diversi specialisti del settore. Del resto, l'interesse per l'arte contemporanea è uno dei maggiori vanti della banca tedesca, che possiede una delle raccolte più grandi del mondo. Iniziata a metà degli anni Ottanta grazie al programma Art at work per arredare le torri gemelle della Deutsche Bank a Francoforte, oggi la banca possiede un patrimonio che ammonta a 49.849 opere esposte in 911 sedi suddivise in 43 paesi del mondo. E tutto questo con un fil rouge molto preciso: le opere realizzate "con e su carta", firmate da artisti del calibro di Francis Bacon, Joseph Beuys o A. R. Penck. Anche Bnp Paribas ha aperto alla fine degli anni Novanta un servizio di art advisory, mirato agli investimenti in immobili e opere d'arte antica e moderna. In questo settore però il leader europeo è l'Ubs, labanca d'affari svizzera impegnata in prima persona nel settore dell'arte contemporanea, dove si è ritagliata un ruolo da autentica protagonista attraverso il sostegno ad Art Basel la fiera d'arte moderna e contemporanea che si tiene ogni anno a Basilea nel mese di giugno. Un vero e proprio boom che oggi viene analizzato dagli economisti come una delle principali novità del panorama finanziario internazionale. Un decano del settore come il Prof. Goetzmann dell'Universita di Yale, afferma che «non risulta alcuna correlazione fra il mercato dell'arte e qualsiasi altro mercato, specie per quanto riguarda gli ultimi anni». Per questo, in particolare in un momento in cui i mercati finanziari tradizionali non stanno attraversando un periodo di grande fervore, l'arte viene sempre più considerata come un ottimo strumento di diversificazione di portafoglio. Attenzione però: come ogni mercato, anche quello dell'arte ha le sue peculiarità, che devono essere ben conosciute. «Una prima differenza dice il Prof. Spiegel dell'Università di Yale è che, rispetto al mercato mobiliare, l'arte paga un dividendo estetico ossia il piacere che il proprietario prova nel vedere e nel mostrare la propria collezione». Si tratta certamente di una forma di compensazione alla scarsa trasparenza di questo mercato. Che però da questo punto di vista è in forte evoluzione. Se è vero che non esiste ad oggi un listino internazionale che a cadenze fisse indichi il trend di mercato, si stanno sempre più diffondendo tool analitici e banche dati dei risultati d'asta. In Italia uno dei più affidabili è Gabrius artindex, che permette di verifica-re il valore tendenziale dell'opera che si possiede attraverso il confronto con altre simili passate in asta. «La nostra banca dati contiene 800.000 opere d'arte dal Quattrocento ad oggi, eseguite da 45.000 artisti spiega Alessandro Guerrini, art advisor di Gabrius Devo dire però che i nostri clienti si orientano principalmente sull'arte contemporanea, ed in particolare sulle nuove tendenze». Ma, come per tutti i mercati, è necessaria molto cautela: è del tutto diverso, infatti, investire su un'opera impressionista o simbolista, movimenti che presentano una volatilità vicina all'1, o investire in un'opera di un maestro antico Britannico la cui volatilità può toccare anche il 6. L'installazione The ninth hour di Maurizio Cattelan, ad esempio, è stata venduta in asta nel 2001 per meno di 1 milione di dollari e nel 2004per una cifra superiore ai 3 milioni di dollari, confermando la volatilità che caratterizza il settore dell'arte contemporanea. Ma quali sono gli artisti italiani emergenti sui quali puntare, cioè i Cattelan del domani? La prima della lista è Vanessa Beecroft (Genova, 1969), che si è guadagnata una solida fama internazionale con le stampe fotografiche delle sue performance, con modelle nude ed immobili riprese all'interno di luoghi significativi come musei, antichi palazzi o aeroporti. Un altro emergente da non lasciarsi sfuggire è Francesco Vezzoli (Brescia, 1971): con i suoi ricami dedicati ai divi del cinema Vezzoli è riuscito ad attirare 1 ' attenzione di Larry Gagosian, uno dei galleristi più potenti del mondo. Oggi le sue opere costano 40.000 euro. Intensi e poetici i video di Grazia Toderi (Padova 1963) dedicati agli interni dei grandi teatri storici italiani o alle visioni notturne di città viste dall'alto: uno stili da video viaggia intorno ai 20.000 euro ma rappresenta una prova indiscutibile del suo talento. Rarefatti e silenziosi gli interni fotografati da Luisa Lambri (Cantù 1969), che conferiscono a dettagli di edifici architettonici di pregio un'aura sospesa e metafisica (8.000 euro). La ricerca di Francesco Gennari (Fano, 1973) si ispira invece a questioni filosoficne legate al trascorrere del tempo, espresse attraverso fotografie che si possono ancora acquistare con 10.000 euro. Più complessa l'arte di Paola Pivi (Milano 1971): le sue stampe fotografiche (18.000 euro) mostrano situazioni paradossali, come zebre nella neve, asini in barche a remi e cinesi riuniti in una stanza. Le sue opere sorprendenti si possono ammirare in una bella mostra organizzata dalla Fondazione Trussardi nei Vecchi Magazzini di Porta Genova a Milano fino al 10 dicembre. Infine, tra le new entry vanno segnalati 1 ' artista concettuale Pietro Roccasalva (Modica, 1970) e lo scultore Gianni Caravaggio (Rocca di San Giovanni, Chieti, 1968) che ha appena vinto la Borsa per giovani artisti del castello di Rivoli, il più prestigioso museo d'arte contemporanea d'Italia.