I nomi più famosi della moda internazionale contesi a colpi di mostre per esporre gli abiti come opere d'arte Milano Adesso i marchi della moda intemazionale se li contendono i musei a colpi di mostre. I nomi più gettonati al momento sono: Azzedine Alala, Hussein Chalayan, Comme des Garcons, Martin Margiela, Alexander McQueen, Miyake Issey, Narciso Rodriguez, Dries Van Noten, Viktor Rolf, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, e Yohj i Yamamoto. Loro, tra i fashion designer più all'avanguardia, che in alcuni casi vengono da accademie e studi di belle arti, e non hanno mai fatto mistero di passioni e estri creativi paragonabili a quelli di artisti visivi e architetti, sono ben contenti di essere protagonisti di questa tendenza che vede gli abiti degli stilisti al museo, come fossero opere d'arte. Prossimo appuntamento, atte-sissimo perché in uno dei templi sacri della cultura contemporanea, il Moca di Los Angeles Skin Bones: Parallel Practices in Fashion and Archi-tecture, mostra che affianca le opere architettoniche più ardite ad abiti altrettanto forti, che apre in questi giorni e la cui curatrice, Brooke Hqdge, si lancia in un parallelo fra i primi abiti decostruiti di Rei Kawakubo di Cornine des Garcons, e Yohj i Yamamoto, (siamo all'inizio degli anni Ottanta), e le architetture di quell'epoca dell'architetto Americano Peter Eisenman. Da quel magico momento, secondo Hodge, iniziano a delinearsi all'orizzonte intriganti percorsi paralleli in cui gli stilisti iniziano a concepire gli abiti, non più come un elemento che dura il tempo di una stagione, ma come oggetto più universale, meno effimero. In mostra abiti e oggetti di Azzedine Alaia, Hussein Chalayan, Comme des Garcons, Alber El-baz, Lanvin, Tess Giberson, Yo-shiki Hishimuna, Elena Manferdini, Martin Margiela, Alexander e molti altri sono messi a confronto con gli edifici più interessanti di architetti d'avanguardia da Shigeru Ban, Diller Scofi-dio Renfro, a Future Systems, Gehry Partners, Zaha Hadid, Herzog de Meuron, fino a Toyo Ito, Rem Kqolhaas, Kazuyq Sejima alla ricerca di affinità e similitudini. Anche il Lacma di Los Angeles, l'ambito Los Angeles County Museum of Art, che ha visto gli sviluppi di una notevole parte dell'arte contemporanea della West Coast, lavora in questa direzione. Con Breaking thè Mode: Contemporary Fashion, una brillante sfilata dei pezzi più interessanti di Azzedine Alala, Hussein Chalayan, Rei Kawakubo, Christian Lacroix, Martin Margiela, Alexander McQueen, Miyake Issey, Vivienne Westwood, e Yohji Yamamoto, il LACMA entra nel vivo del dibattito e da un'interpretazione della moda contemporanea come fenomeno in trasformazione, anzi come sistema che si è già trasformato, e agisce da catalizzatore di energie culturali. Uno degli stilisti più ambiti dai musei internazionali è Yohji Yamamoto. A lui il Momu Fashion Museum di Anversa ha dedicato quest'estate la più grande retrospettiva mai organizzata. Un'esperienza a tutto tondo, intellettuale, tattile, visiva, in cui il lavoro dello stilista veniva messa a confronto con altri fenomeni contemporanei. Ed è proprio la trasversalità del fenomeno moda uno degli aspetti più interessanti che ha portato in questi anni gli stilisti al museo, come artefici, con artisti e architetti di un processo che ridisegna le identità del contemporaneo. E' questa la convinzione che ha portato la Fondazione Pitti Discovery e Marsilio Editore a lanciare Mode la collana di libri diretta da Maria Luisa Frisa, fashion cura-tor della Fondazione, alla guida del corso di laurea in Design della Moda allo Iuav di Venezia. Ultimo titolo, fresco di stampa: Da Fiorucci ai Guerrilla StorseModa, Architettura, Marketing e Comunicazione, un viaggio parallelo, fra collezioni e architetture, interior design, accessori, e make up.
LA TENDENZA. I musei a caccia dei grandi marchi del lusso
I nomi più famosi della moda internazionale stanno esibendo i loro abiti come opere d'arte in mostre. Tra i partecipanti ci sono Azzedine Alia, Hussein Chalayan, Comme des Garcons, Martin Margiela, Alexander McQueen, Miyake Issey, Narciso Rodriguez, Dries Van Noten, Viktor Rolf, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, e Yohji Yamamoto. Questa tendenza è stata seguita anche da musei come il Moca di Los Angeles, che ha organizzato mostre come "Skin Bones: Parallel Practices in Fashion and Architecture". La mostra ha messo a confronto gli abiti degli stilisti con le architetture di artisti come Peter Eisenman.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo