A Caldogno, in provincia di Vicenza, nasce un vero e proprio "laboratorio di ricerca" Roma Tutti a lezione di arte contemporanea, anche i manager. Succede nel nord est. Sulla scia degli Stati Uniti che sempre più attribuiscono valore all'arte e alla sua influenza anche su settori apparentemente lontani, è nato a Caldogno, in provincia di Vicenza, C4. Spiegare cosa sia non è facile. Ci prova Luca Massimo Barbero, curatore artistico del progetto: «II C4 non è un centro espositivo ma un vero e proprio laboratorio di ricerca sul contemporaneo che coinvolge insegnanti, artisti, dirigenti della pubblica amministrazione e manager d'impresa». Siamo tutti artisti, dunque? Non esattamente. «Tramite la comprensione dell'arte spiega Barbero lo scopo è di riuscire a sviluppare innovazione e creatività, come nuovi strumenti, per migliorare i rispettivi campi professionali». Un progetto affascinante, come del resto è affascinante la sede del C4. Si tratta di una villa palladiana che, nel parco, ospita un bunker della seconda guerra mondiale. «Durante i corsi tutto il percorso dell'opera è monitorato spiega Barbero si affrontano problematiche legate al contemporaneo e dirigenti e manager si confrontano in un microforum con l'artista». In questi giorni è partito il primo corso gratuito di formazione, per quasi 200 insegnati del Veneto, che torneranno nelle scuole con un bagaglio di conoscenze innovative. Tra febbraio e marzo, poi, prenderanno il via i corsi dedicati ai manager. Per loro sono previsti una decina d'incontri. Tra gli sponsor del laboratorio, oltre alla regione e al comune, ci sono Unicredit Group e aziende come Arclinea, Dainese e Gruppo Maltauro. In questo momento si possono visitare l'installazione di Dan Graham nel giardino, le decorazioni di David Tremlett e gli allestimenti di Loris Cecchini e Luigi Ontani, oltre naturalmente agli antichi affreschi della villa. «Questo perché conclude Barbero il filo conduttore del progetto, che si svolge in collaborazione con lo staff didattico della Collezione Peggy Guggenheim, è proprio la scelta pedagogica del confronto tra classico e contemporaneo, la ricerca di legami tra passato e presente passando attraverso il mondo dell'arte contemporanea».