Domenici e Cacciari: «II governo si è preso Vimpegno con le città d'arte» UN CONTO è farei sindaci, un conto governare l'Italia. Così succede che Massimo Cacciari e Leonardo Domenici, sindaci, come si sa, di Venezia e Firenze, entrambi uomini di spicco, della maggioranza che regge Prodi, non siano morbidi col governo. Colpa della tassa di soggiorno per rianimare i Comuni («contributo turistico», lo chiama ancora Domenici), prima annunciata nella «finanziaria», poi cancellata. Ma anche ora, che si parla di una legge nuova da fare (è Francesco Rutelli a prometterla), per assegnare un x milioni di euro alle tre città d'arte, a Roma, Firenze (30 milioni?) e Venezia, gli umori dei due non cambiano. «Non ho capito risponde Cacciari Ho parlato con Rutelli di questo impegno. Ma in che cosa si concretizzi, in quale settore voglia andare a cadere, davvero non l'ho capito». Il sindaco di Venezia, insieme a Domenci, era ieri alla giornata conclusiva della tre giorni della Margherita, con Ermete Realacci come vero organizzatore. Un appuntamento per rilanciare il dibattito sulla nascita del Partito Democratico. Un convegno-dibattito, iniziato venerdì scorso, decapitato però dalle assenze causate dal trambusto sulla Finanziaria. Così, anche il vice premier Rutelli, che doveva chiudere i lavori, ha dato forfait. Sindaco Cacciari, ma non era meglio la tassa di soggiorno? «Certo che era meglio. Ora invece con i tagli continui, il tetto al patto di stabilità, il no ai mutui, i tagli ai trasferimenti, il blocco delirici, noi non possiamo più muoverci». Ma perché non se n'è fatto più di nulla? «Ha dato noia alle corporazioni. Soprattutto in Emilia Romagna e Marche cui questo governo è particolarmente sensibile». E se arriverà la nuova legge, quanto vi aspettereste? «Per Venezia avevamo calcolalo tra i 15 e i 20 milioni di euro. Per Firenze sarebbe una cifra analoga. Roma mi sembra che ne abbia a sufficienza. Ne hanno già presi 600 di milioni in 3 anni, per la capitale e non solo». «Vediamo commenta Leonardo Domenici E' un impegno che si è preso il governo. Ne discuteremo. Credo ci sia la volontà di ministri come Riitdli e Chiti per le città ad alta intensità turistica». Una specie di riparazione per la tassa di soggiorno tolta? «Non è un problema di riparazione. Sono due strumenti diversi: da un lato l'intervento fiscale (il contributo turistico); dall'altro finanziamenti dello Stato. Mi pare evidente però che si riconosca che il problema esista e che si debbano trovare risorse per il turismo di massa, l'usura delle città...». E c'è già una cifra? Non ne no discusso con nessuno». E i comuni esclusi? Non sarebbe ingiusto? «No, perche si decide di intervenire su un problema specifico. Penso comunque che sul contributo turistico ci sia stato un dibattito assolutamente virtuale!».