In una giornata di festa, all'insegna della ritrovata collaborazione tra Stato e Comune, Urbani non si è sottratto alle questioni anche spinose, come quella relativa alla loggia di Isozaki, ed ha chiarito una volta per tutte i termini della questione. Spiegando che l'architetto giapponese dovrà modificare il progetto definitivo dell'uscita degli Uffizi in base ai ritrovamenti archeologici di piazza Castellani, ma che quando nel 2006 i Nuovi Uffizi apriranno lo faranno con la loggia completata, senza alcun cantiere aperto. «Rispetto al progetto elaborato da Isozaki - ha spiegato Urbani - c'è un fatto nuovo, un nuovo che sono i rinvenimenti dell'area archeologica di piazza Castellani e che è in continuo divenire dal momento che i rilievi non sono terminati. Questo nuovo ci sospinge alla ricerca del progetto migliore per l'uscita d'accordo con lo stesso Isozaki al quale il sovrintendte Valentino pochi giorni fa ha inviato una lettera invitandolo a dare corso al progetto definito tenendo conto di queste esigenze. È logico - ha aggiunto - che ci siano ancora dei margini di incertezza, ma qui sta il fascino della sfida, arrivare al progetto nuovo migliore possibile. Sia chiaro che andiamo avanti, sull'uscita come, sulla realizzazione complessiva dei Nuovi Uffizi, come sulla soluzione provvisoria dell'uscita in piazza Castellani a partire da febbraio. Siamo soddisfatti e determinati - ha concluso Urbani - a regalare all'umanità intera nel 2006 i Nuovi Uffizi». Domenici ha fatto buon viso a cattivo gioco. «Ora sui Nuovi Uffizi abbiamo scadenze precise - ha commentato - ed è stata chiarita anche la questione del progetto Isozaki. Questo è l'esempio che lavorando sulla base di un leale principio di collaborazione interistituzionale, si raggiungono obiettivi importanti». Domenici ha ricordato come il via libera alla progettazione esecutiva per i Nuovi Uffizi, compresa la nuova uscita progettata da Arata Isozaki, è scaturito dopo l'intesa di massima fra Comune e ministero del 28 febbraio, resa operativa dalla delibera votata dalla giunta comunale il 3 giugno. Riguardo agli scavi, Domenici ha precisato che si tratta di due campagne distinte: una nell'area destinata alla nuova uscita, l'altra in via Castellani, dove sono in corso i lavori per la sua sistemazione definitiva, secondo il progetto anch'esso opera di Isozaki. I lavori in piazza Castellani, lato Capitol, sarebbero dovuti terminare il 12 agosto ma, per consentire lo studio e la catalogazione dei ritrovamenti archeologici, il cantiere durerà circa un mese di più. «Alla fine, grazie anche a questi scavi -ha concluso Domenici - avremo una mappa virtuale della Firenze dell'Alto Medio Evo».