È la fine del 1997 quando il peschereccio «Capitan Ciccio» e il suo capitano Francesco Adragna, durante la consueta battuta di pesca a largo di Mazara del Vallo, nello Stretto di Sicilia, ripesca dai fondali profondi 500 metri una gamba bronzea. Ci vuole però ancora un po' di tempo perché avvenga il rilrovamento più importante: nella notte fra il 4 marzo e il 5 marzo 1998 lo stesso peschereccio fa riemergere dai fondali la scultura a cui la gamba apparteneva. Si trattava del Satiro Danzante, un originale ellenistico della fine del IV secolo a.C. La scoperta ha sollevato un interesse mondiale: statua bronzea, alta circa 2,5 metri che sarebbe affondata giusto in quel tempo assieme alla nave che lo trasportava nell'area di mare tra Pantelleria e Capo Bonin Tunisia. Flesso sul fianco destro, il Satiro (privo delle braccia) è colto nell'attimo in cui sta compiendo un salto sulla punta del piede destro sollevando contemporaneamente la gamba sinistra. Ad occuparsi del recupero artistico della statua è stato incaricato l'Istituto Centrale per il Restauro di Roma che, a una prima analisi ha rilevato che lo stato di conservazione dell'opera era «molto precario per poterla fotografare, analizzare e lavorare». E così, in soccorso dei restauratori sono arrivate le nuove tecnologie. Sotto forma cli scansione laser 3D, o meglio sotto forma di processi di reverse engineering e rapid prototyping, basati sulla scansione laser necessaria per trasferire la forma della statua dalla superficie bronzea a una geometrica. Per studiare il sistema interno di supporto necessario al restauro della statua e alla sua esposizione è stato generato un modello digitale 3D proprio attraverso i nuovi procedimenti automatici di prototipazione rapida. Il raggio del laser, inviato sulla superficie della statua, misura le coordinate di milioni di punti e definisce la forma artistica che può essere utilizzata, a questo punto, per realizzare il prototipo della statua. Prototipo e modello digitale 3D sono stati utili per progettare e verificare, prima di intervenire sull'originale, il sistema di ricomposizione della gamba staccata necessario per restituire unità formale al Satiro e alla sua presentazione in piedi. Attraverso la tecnica di mirroring alla gamba sinistra è stata ottenuta la gamba destra. Il progetto di recupero è stato diviso in due fasi: una prima di documentazione delle caratteristiche morfologiche della scultura, dei fenomeni di deterioramento e dello stato meccanico-strutturale. Successivamente l'intervento di restauro vero e proprio. 11 modello digitale e quello fisico sono serviti per sviluppare il sistema di assembiaggio reversibile utilizzato per presentare il Satiro in piedi ed esporlo in tutta la sua maestosità nel museo di Mazara del Vallo situato nella Chiesa di Sant'Egidio in piazza del Plebiscito a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Non solo: la nuova metodologia altamente tecnologica adottata per restaurare il Satiro Danzante ha avuto un utilizzo particolarmente interessante e dalle grosse potenzialità a livello sociale. Dal modello digitale infatti è stato creato un calco che sarà messo a disposizione dei non vedenti. Che potranno toccare un modello uguale alla statua originale.