Il mondo del restauro si trova a navigare in acque difficili. Migliaia di lavoratori in Toscana, a Firenze e in tutta Italia, sono senza la possibilità di certificare la loro professionalità con tutto quello che questo comporta e domani, a Roma, ci sarà una prima manifestazione per denunciare questo stato di emergenza. Se non dovesse cambiare niente i sindacati non escludono iniziative anche in Toscana e a Firenze. I gravissimi problemi che stanno mettendo in ginocchio il comparto dei lavoratori del restauro dei beni culturali sono stati discussi proprio ieri nella conferenza fiorentina indetta dalla Fillea Cgil Restauro di Firenze, dove sono state anche sottolineate le gravi ricadute che si stanno evidenziando per i lavoratori del settore nel nostro territorio. A capo di tutto c'è un decreto legge - dl 156 del 27 aprile scorso - che nega a decine di migliaia di lavoratori il riconoscimento della professionalità acquisita e di un dignitoso e riconosciuto inserimento nel sistema lavorativo. Proprio questo mancato riconoscimento ha infatti portato fino ad oggi alla diffusione di un lavoro dequalificato, quasi sempre precario e mal pagato. Il rischio è «quello di calare definitivamente il sipario su migliaia di lavoratori e - come si legge nel comunicato dellà Filea - sulla possibilità di dare una giusta dignità alla figura del lavoratore restauratore di beni culturali». La denuncia è precisa: «se non vi saranno modificazioni sostanziali alle norme del decreto legge si rischia "come di fatto sta già iniziando a Firenze" di veder licenziare molti lavoratori a cui oggi viene negato il riconoscimento, poiché la norma necessaria per il rilascio del certificato Soa e quindi per poter partecipare ai grandi appalti di restauro, prevede, per le imprese il mantenimento di un rapporto di 2 restauratori e 4 collaboratori di restauro. Questo dato rende inutili tutti i lavoratori ad oggi assunti, mentre è necessario invece per le imprese assumere soggetti riconosciuti». Si tratta di un problema che sta mettendo nel caos totale uno dei settori che sicuramente in una città d'arte come Firenze riveste grande importanza. Da una stima di dati in possesso della Fillea Cgil i lavoratori del comparto del restauro (tra dipendenti, precari e autonomi) sono a livello nazionale circa 30 mila, nella nostra regione 5 mila, con una concentrazione nelle città d'arte con circa 3 mila addetti a Firenze. A tutt'oggi il 95 per cento dei lavoratori non sono in possesso di una qualifica certificata per svolgere il loro lavoro e questo decreto ne blocca la certificazione. Ed è proprio per modificare il testo del decreto "incriminato" che i restauratori scenderanno in piazza con una manifestazione organizzata sotto il Ministero Dei Beni Culturali, domani a Roma. Presto anche a Firenze.