L'otto per mille a gestione statale proprio non ce la fa a tornare alle finalità sociali che gli sono state assegnate in origine: lotta alla fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione dei beni culturali. L'emendamento presentato dal relatore della Finanziaria alla Camera, Michele Ventura, per eliminare, almeno nel 2007, la decurtazione di 80 milioni di euro che il fondo subisce ogni anno dal 2004, non è passato. Il taglio resta, anche se si riduce 35 milioni di euro nel 2007, ma torna a 80 milioni, come disposto già dal Governo Berlusconi, per il 2008 e il 2009. I contribuenti che sceglieranno di destinare l'otto per mille allo Stato dovranno tener conto che questo verrà usato in buona parte per far fronte alle esigenze di bilancio, che in passato sono state anche quelle delle missioni italiane all'estero. Torna invece, il cinque per mille a favore di volontariato, ricerca e Comuni, che era scomparso, per una "dimenticanza" del Governo, nella prima stesura della Finanziaria. Torna, ma con un "tetto" massimo di spesa di 250 milioni di euro. Una cifra che potrebbe essere decisamente insufficiente, se i dati ufficiali delle Entrate confermassero l'alto gradimento della nuova misura da parte dei contribuenti: secondo i Caf, quest'anno avrebbero firmato la casella del cinque per mille sette italiani su dieci, con un costo per l'Erario di 468 milioni.
Otto per mille, tagli ridotti ma confermati
L'otto per mille a gestione statale non torna alle finalità sociali originarie. L'emendamento per eliminare la decurtazione di 80 milioni di euro ogni anno dal 2004 non è stato approvato. Il taglio rimane, ma si riduce a 35 milioni di euro nel 2007 e torna a 80 milioni per il 2008 e il 2009. I contribuenti che destinano l'otto per mille allo Stato dovranno considerare che verrà usato per far fronte alle esigenze di bilancio, comprese quelle delle missioni italiane all'estero. Il cinque per mille torna, ma con un "tetto" massimo di spesa di 250 milioni di euro.
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