Mentre Oriana Fallaci si accinge a legarsi a uno degli orrendi pilastri della pensilina per l'uscita degli Uffizi progettata dall'architetto Isozaki, dopo che il ministro Urbani (pur informato delle intenzioni della sua beniamina cui io lo presentai) ha graziosamente consentito di costruire per involgarire la città di Firenze in nome del progresso architettonico, l'assessore alla cultura della Regione Sicilia, a tutti gli effetti ministro dell'isola, ha provvidenzialmente fatto ciò che lo stato, distratto da Isozaki, non aveva neppure pensato. Così, Firenze si abbruttisce con inutili orpelli e la Sicilia, grazie all'intelligenza, all'intuito e alla saggezza di Fabio Granata, tra i rari politici che onorano la Casa delle libertà, arricchisce il suo patrimonio con un doppio capolavoro di Antonello da Messina, una tavola dipinta sui due lati con l'Ecce Homo e la Madonna con il Bambino e S. Francesco. Costo dell'operazione: 220.000 sterline, con i diritti d'asta meno di 350.000 euro. In una sola giornata si registrano, dunque, ammirazione e amarezza. Il cinico divertimento di buttar via il danaro per mortificare gli Uffizi: otto milioni di euro per una rete da materassi in una piazza umiliata dalla ristrutturazione di un cinema in un megastore di Benetton nell'orrida revisione dell'architetto Natalini. Così che la piazza Castellani a Firenze, fra Isozaki e Natalini, potrà sperare di somigliare alla periferia di Cinisello Balsamo. È stupefacente che si sia arrivati a tanto dopo le battaglie dei rari politici di centrodestra e le grida di Franco Zeffirelli contro l'arroganza di una sinistra barbara, alleata a funzionari dello stato politicamente omologhi, pronti a obbedire ai diktat di un'amministrazione conformista che cerca la legittimazione nei bandi di concorso intemazionali cui partecipano sempre i soliti architetti del tutto privi di intelligenza e conoscenza della storia. Ma oltre la pensilina per cui sembrano «sufficienti» circa venti miliardi di vecchie lire, il sindaco e il ministro, armoniosamente concordi, con quello spirito che oggi si chiama bipartisan hanno annunciato la prossima apertura nel 2006 dei Grandi Uffizi con l'allestimento di una quarantina di sale già perfettamente restaurate, per poter spendere 100 miliardi di lire stanziati all'uopo. Dunque, la Sicilia acquista un'opera di Antonello per una cifra irrisoria, e gli Uffizi si accingono a spendere una enorme quantità di denaro di cui è impossibile comprendere la ragione. Immaginiamo di affidare agli organizzatori della grande biennale dell'antiquariato, che devono montare circa ottanta stands, il compito di sistemare quaranta sale per i quadri e gli oggetti della loro esposizione. Così com'è stata organizzata per anni al Palazzo Strozzi e al Palazzo Corsini. Quanto spenderebbero per l'allestimento? Dovendo predisporre pannelli, allarmi, illuminazione, progetto generale affidato all'architetto Pierluigi Pizzi o ad altri riconosciuti maestri, possiamo osare l'ipotesi di 500.000 euro, 1.000.000 euro, 2.000.000 euro? Fanno al massimo 4 miliardi di vecchie lire. Aggiungiamo spese varie, mance, prestiti, pranzi, brindisi, conferenze stampa. Ma gli altri 90 miliardi, la differenza tra la spesa di un anche distratto e allegro impresario privato e quella dello Stato, come si giustifica? Il bravo antiquario Pratesi spenderebbe 20 miliardi per la pensilina della sua mostra? Ah, tristi tempi e bui per la bella Firenze, inutili vanità e immotivate mortificazioni. E invece giorni felici, utili acquisizioni, lungimirante politica nell'isola che si ricorda soltanto per la mafia che oggi opera altrove. Un buon amministratore come Fabio Granata serve a far dimenticare concorsi esterni in imprese insensate con un'azione piena di buon senso: riportare a casa per pochi soldi un capolavoro di Antonello, uno dei più grandi pittori di tutti i tempi. Allegorie del cattivo e del buon governo.
A ciascuno il suo: Isozaki a Firenze, Antonello alla Sicilia
Oriana Fallaci scrive un articolo in cui descrive la ristrutturazione degli Uffizi a Firenze e la costruzione di una pensilina progettata dall'architetto Isozaki. L'assessore alla cultura della Regione Sicilia, Fabio Granata, ha ottenuto il permesso di costruire una nuova sala per ospitare una tavola di Antonello da Messina, acquistata per 220.000 sterline. L'articolo esprime amarezza e disappunto per la spesa di 220.000 sterline per una tavola di Antonello, mentre gli Uffizi stanno per spendere 100 miliardi di lire per l'allestimento di quaranta sale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo