LE CONOSCENZE dell'Università al servizio dell'arte. Sei gruppi di ricercatori, in totale circa una ventina - per lo più fisici ed ingegneri - concentrati su un unico progetto: monitorare lo stato di salute di un'opera d'arte in vista di un suo spostamento e accertarne le condizioni quando farà ritorno "a casa". Molti di loro fanno capo al Politecnico, coadiuvati da un gruppo di fisici dell'Istituto nazionale di ottica applicata e dell'Università degli Studi. LA MADONNA in gloria tra i santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Gerolamo e angeli cantori del Mantegna, conosciuta come Pala Trivulzio, l'oggetto da studiare e tutelare in occasione del suo viaggio dalla Pinacoteca del Castello Sforzesco, dove risiede abitualmente, al museo di Verona, dove resterà fino al 14 gennaio 2007 per la mostra «Andrea Mantegna e le arti a Verona. 1450-1506», allestita al Palazzo della Gran Guardia. In vista del prestito, l'opera è stata sottoposta a un lungo e complesso lavoro, le cui fasi sono testimoniate da un video, realizzato da E-Lab e proiettato in questo periodo alla Pinacoteca, che racconta le indagini sullo stato di conservazione della superficie pittorica. «I mezzi usati non sono per nulla invasivi - spiega Lucia Toniolo, coordinatrice scientifica del progetto e docente di Scienza dei materiali al Politecnico - poiché permettono di analizzare la superficie senza prelevare campioni». Nessun contatto fisico con il quadro, quindi. Si è misurata la forma totale tridimensionale dell'opera e si è ricorsi alla radiazione ultravioletta per caratterizzare i ritocchi di restauri precedenti. «Il nostro -prosegue - è un lavoro di supporto all'attività dei restauratori e dei conservatori del museo». IL PROGETTO Mantegna si propone come "pilota" per affrontare il monitoraggio sullo stato di salute di un'opera in vista di spostamenti dalla sede abituale. Sulla base delle informazioni testate - di cui si discuterà in una giornata di studio che si terrà a Verona il 5 dicembre - e grazie alle eccezionali condizioni fisiche della Pala Trivulzio, non è stato necessario intervenire sul dipinto con lavori di manutenzione straordinaria. I capolavori d'arte, come le grandi dame del passato, hanno bisogno di una lunga preparazione prima di mettersi in viaggio.
Il Politecnico cura il Mantegna. Effettuato il check-up alla splendida Pala Trivulzio
Un gruppo di ricercatori, composto da circa venti persone, ha lavorato insieme per monitorare lo stato di salute di un'opera d'arte, la Pala Trivulzio di Andrea Mantegna, in vista del suo spostamento dal Castello Sforzesco a Verona. L'opera è stata sottoposta a un lavoro di conservazione complesso prima del prestito, e i ricercatori hanno utilizzato metodi non invasivi per analizzare la superficie pittorica. Il progetto, chiamato "Mantegna", si propone come "pilota" per affrontare il monitoraggio sullo stato di salute di un'opera in vista di spostamenti. I risultati hanno mostrato che non è stato necessario intervenire sul dipinto con lavori di manutenzione straordinaria.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo