«Un'operazione di governo del territorio attuata con sistemi discrezionali e discutibili». «Un sistema di governo della città al di fuori di una corretta programmazione». «Si continuano ad approvare interventi episodici e casuali in aree di grande pregio paesaggistico e ambientale». «Insomma, si sta perpetuando una prassi pericolosa e scorretta». Daniele Cario, presidente dell'Ordine degli architettti, non usa giri di parole né eufemismi per bollare l'approvazione in consiglio comunale, qualche settimana fa, dell'ampliamento di Villa Buon Respiro, intrapresa proposta dalla Tosinvest sulla scorta di un un progetto che prevede l'edificazione di circa 40 mila metri quadrati (articolati su cinque piani), per una volumetria complessiva di 115.900 metri cubi, destinati all'insediamento sanitario vero e proprio, altri 10 mila metri quadrati al centro equestre per l'ippoterapia, quindi 168 mila per attività ricreative nonché strade, parcheggio, servizi vari. Preliminarmente Cario boccia la scelta di un'area ad «altissimo pregio ambientale e paesaggistico». Quindi «l'escamotage che rende possibile l'operazione», vale a dire «la modifica ad hoc dello strumento urbanistico, ovvero nel cambio di destinazione delle aree, per attribuire loro un indice di fabbricabilità più elevato». Poi «la deroga di alcune norme tecniche di attuazione che, rendendo possibile l'aumento dei piani edificabili, consentono di di superare un'altezza massima di 7,50 metri». «L'opportunità di interventi di tale portata - rileva il presidente degli architetti viterbesi - concepiti al di fuori di un sistema di programmazione unitario e organico quale il piano regolatore generale, dovrebbe essere ammessa unicamente al recupero di aree degradate che necessitino di urgenti opere di risanamento di natura morfologica e strutturale. Viceversa, avvalersi di questi sistemi per intervenire liberamente in aree già soggette a tutela, costituisce un prassi pericolosa e scorretta». Nalla lunga nota - indirizzata al presidente della giunta regionale Piero Marrazzo, all'assessore regionale ai Lavori pubblici Bruno Astorre e alla soprintendenza ai Beni ambientali - Cario punta il dito anche contro «le giustificazioni di natura economica e occupazionale» addotte per approvare il progetto in variante. «Non vale sciorinare, in maniera fin troppo ovvia, le finalità della creazione di nuovi posti di lavoro, certamente attuabile in eguale misura attraverso operazioni di minor impatto. Perché, se si continua di questo passo (e gli esempi non mancano: Arcionello, ex Ceramiche Tedeschi etc, etc.) si potrebbe arrivare ad assentire la realizzazione di interventi analoghi in prossimità anche del palazzo dei Papi (ricordo che a ridosso della mura già è avvenuto)». Conclusione: «A Viterbo c'è più che mai bisogno di una maggiore sensibilità (e sorveglianza) delle associazioni di categoria, degli Ordini, delle istituzioni per una migliore tutela del patrimonio culturale e ambientale».
LA VARIANTE Architetti: no alle deroghe per Villa Buon Respiro
Il presidente dell'Ordine degli architetti, Daniele Cario, ha criticato l'approvazione in consiglio comunale dell'ampliamento di Villa Buon Respiro a Viterbo. Il progetto prevede l'edificazione di circa 40 mila metri quadrati per un insediamento sanitario, un centro equestre e attività ricreative. Cario ha bocciato la scelta di un'area ad altissimo pregio ambientale e paesaggistico e ha criticato l'escamotage che rende possibile l'operazione, ovvero la modifica ad hoc dello strumento urbanistico. Ha anche criticato le giustificazioni di natura economica e occupazionale addotte per approvare il progetto.
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