Nella prestigiosa sede del Teatrino di Corte della Reggia di Caserta si terrà lunedì 20 novembre alle ore 10 la Conferenza stampa di presentazione dei contenuti e degli obiettivi del progetto "Ri-conoscere Caserta: cultura,identità e sviluppo locale", elaborato da un partenariato promosso da istituzioni pubbliche, associazioni ed organizzazioni sociali. In coerenza con le strategie promosse dalla Conferenza sullo sviluppo promossa dalla Provincia la ricerca si pone l'obiettivo di fare rete ed integrazione tra i vari enti pubblici ed attori sociali del territorio per definire un modello di "distretto culturale evoluto". Si parte dalla consapevolezza che ogni territorio ha la necessità di governare in modo attivo la propria crescita e di adattarsi a continue sollecitazioni interne ed esterne per poter sopravvivere: deve fare in modo, in ultima analisi, che i processi di trasformazione e di innovazione rappresentino il riferimento per il suo sviluppo. Perché questo possa realizzarsi alcune condizioni sono fondamentali ossia che esista convergenza di obiettivi, velocità nelle decisioni, capacità di progettare e, soprattutto, una conoscenza approfondita del patrimonio materiale ed immateriale da valorizzare. In Terra di Lavoro è collocato un insieme straordinario di beni e risorse culturali, industriali, agricole, storiche e artistiche; è un luogo di saperi, tradizioni, culture antiche e moderne, di attività uniche, di peculiari specificità che rendono questa terra unica. Infatti, nel territorio casertano convivono antiche tradizioni (come quella della lavorazione della seta e della produzione di mozzarella di bufala), paesaggi incontaminati (come il Parco di Roccamonfina e il Massiccio del Matese) e beni architettonici di gran pregio come la Reggia di Caserta, l' Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, il Museo Campano di Capua, il borgo medievale di Caserta Vecchia e quello borbonico di San Leucio e Carditello (solo per citarne alcuni). E' nostra convinzione che un territorio con tali caratteristiche abbia considerevoli possibilità di sviluppo semplicemente mettendo a valore l'identità delle sue comunità, la sua cultura, la sua storia e tutti gli "assets" materiali e immateriali presenti sul casertano. Infatti è sempre più evidente che la competitività territoriale dipende fortemente anche dalla capacità di "dare valore" al patrimonio invisibile e ai saperi che vi sono connessi, che rendono specifico, se non unico, sul mercato globale, un vantaggio competitivo. Numerosi casi internazionali dimostrano che laddove sia stata tentata la strada dello sviluppo culture driven, ci siano stati risultati più che soddisfacenti con ricadute positive per l'intera collettività locale: basti pensare al caso di Bilbao che, da città in crisi d'identità, è divenuta una delle principali mete turistiche mondiali grazie alla creazione di uno dei più importanti musei di arte contemporanea, il Guggenheim, capace di generare in un solo anno un valore aggiunto pari a 154 milioni di dollari. Per questi motivi il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico della provincia di Caserta rappresenta una risorsa, ma anche un'opportunità unica di sviluppo del territorio: l'idea di base del progetto è proprio quella di cercare forme adeguate di valorizzazione di tali risorse culturali al fine di trasformare tali opportunità in iniziative finalizzate a sostenere e sviluppare l'economia, l'occupazione, il capitale umano e sociale del territorio, con il fine ultimo di "fare sistema" in una realtà che, allo stato attuale, è poco propensa a farlo.I promotori di questo progetto, ossia coloro che fin dall'inizio hanno creduto nel territorio casertano e nei suoi assets sono Aislo, la Seconda Università di Napoli e la Soprintendenza dei Beni Culturali e Artistici. A tali promotori si sono affiancati diversi partner rappresentativi delle Istituzioni locali: allo stato attuale i principali finanziatori sono la Camera di Commercio, la Provincia e il Comune di Caserta. Saranno coinvolte anche le principali forze sociali e produttive (a partire dall'Unione Industriali e dalle organizzazioni sindacali provinciali). L'ambizione però è quella di riuscire a coinvolgere anche alcuni comuni del Casertano al fine di creare un network interistituzionale e che vada oltre Caserta e la sua Reggia. vice presidente dell'Obr Campania