La regione Campania avrà in gestione alcuni dei maggiori siti museali e archeologici localizzati sul suo territorio, per il rilancio delle aree interessate. Tra i siti individuati, figurano i circuiti archeologici di Paestum e di Velia. Lo ha affermato l'assessore regionale, Marco Di Lello, intervenuto all'inaugurazione della nona edizione della Borsa mediterranea del turismo archeologico, che chiude i battenti domenica a Paestum. Di Lello, che è anche fresco consigliere dell'Enit, ha aggiunto che nelle prossime settimane la regione sottoscriverà un accordo in tal senso con il ministero del turismo e dei beni culturali: quest'ultimo si occuperà della parte scientifica; alla regione invece spetterà l'organizzazione e la gestione. L'obiettivo è rilanciare «i territori interessati in termini di riccriezza economica», ha aggiunto l'assessore. Di Lello ha citato il caso Pompei (che vale per tutto il Mezzogiorno): pur risultando il secondo sito più visitato in Italia, la località vesuviana ha un'offerta di appena 800 posti letto e servizi adatti solo per il mordi e fuggi. «Intendiamo invece ribaltare questa situazione. Il protocollo d'intesa che sottoscriveremo con il ministero dei beni culturali è il primo esempio del genere in Italia: grazie a esso, contiamo di avere in gestione almeno una decina di siti, se ci saranno garantite le necessa-rie risorse finanziarie. Finalmente gli enti locali non sono più soli: dopo anni di tagli ai fondi per cultura e turismo, l'accordo con il ministero consentirà di avviare progetti d'infrastrutturazione dei territori interessati e di realizzare servizi e strutture di accoglienza». In precedenza, il presidente della provincia di Salerno, Angelo Villani, delegato nazionale al turismo dell'Upi, aveva sottolineato l'esigenza di favorire una sorta di partenariato pubblico-privato per il rilancio del settore, anche in virtù del fatto che l'evoluzione normativa ha attribuito alle province nuove competenze proprio in materia di coordinamento delle aree sovra-comunali per progetti turistici condivisi, nell'ottica della filiera dei prodotti. Dal canto suo, il sottosegretario ai beni e le attività culturali, Andrea Marcucci, ha affermato che turismo e cultura ritornano a essere le priorità dell'azione del governo. «Dopo i tagli alle risorse degli anni passati, intendiamo riportare gli stanziamenti per il settore cultura nei prossimi cinque anni pari a quelli del 2001», ha annunciato il sottosegretario.