E precisa: «Il cardinale Antonelli ha solo parlato di problemi di decoro A Firenze la ricchezza c'è» Il degrado a Firenze? Non esiste. L'assessore alle politiche del lavoro Riccardo Nencini, intervenuto ieri a Assindustria Firenze, in occasione della firma del patto fra associazione industriali e sindacati per un rilancio dell'economia territoriale, ha sminuito l'intervento di pochi giorni fa del vescovo Ennio Antonelli dicendo che «il cardinale non ha mai parlato di degrado, ma semmai ha posto un problema di decoro della città, che è cosa diversa». Si registra, dunque, che per l'assessore Nencini parlare di deterioramento di Firenze e discutere del fatto che Firenze ha problemi legati, alla decenza sono due cose differenti. Nelle sue esternazioni di ieri, davanti agli industriali fiorentini, Nencini ha anche ammesso che «Firenze oscilla fra medioevo e vocazione a essere capitale del mondo. O impariamo a stare in mezzo o si diventa "grulli". Lo stare in mezzo significa fare la scelta dell'innovazione del modello territoriale. Bisogna non aver paura della modernizzazione e saper ascoltare i conflitti che si producono dentro di essa». Il saggio assessore ha avuto da ridire anche sulle decisioni della soprintendenza a salvaguardia delle pietre riguardo ai lavori di ripavimentazione in via Ghibellina: «Siamo arrivati addirittura alla difesa di pietre installate nel 2002. Non si riesce a far emergere l'elemento di modemizzazione rappresentato dai Grandi Uffizi. Per arrivare a un lavoro di quel genere c'è tutto un percorso da seguire. Quel cantiere che durerà sei anni deve avere una possibilità di sfogo sulla viabilità». Ma per fortuna Nencini ha pensato anche alla formula per il rilancio dello sviluppo di Firenze: «Una grande iniezione di razionalità rispetto agli egoismi che si manifestano nel costringere le amministrazioni a fare massa critica. Costruiremo così in maniera convinta l'area fiorentina. Dal 1995 Firenze è stabilmente la quinta città per produzione di reddito pro-capite in Italia. Viviamo in un'area dove la distribuzione di ricchezza c'è e, soprattutto, questa ricchezza viene distribuita». Allora dove stanno i problemi? Niente degrado, tanta modernità e il massimo della ricchezza. Un paese delle meraviglie sfatato dalla gente. Dalle decine e decine di comitati che da mesi protestano contro scempi architettonici e tramvia e che si formano, spontanei, ogni settimana per dire no alle decisioni dell'amministrazione. Pare non pensarla allo stesso modo Alessio Gramolati, segretario provinciale Cgil, che invece il degrado lo vede e lo definisce: «Che cosa c'è di più degradante per una città come Firenze - ha detto ieri nella sala conferenze di Assindustria - di non avere la possibilità di lavorare? Come pensare che una città non possa degradare senza una politica che si centra alle politiche del lavoro? Abbiamo bisogno di innovazione sociale. Dopo 17 mesi di mancata crescita abbiamo fatto noi un accordo per agevolare le istituzioni». Ma per Nencini va tutto bene.
(Firenze) Nencini minimizza: non c'è alcun degrado
Il cardinale Ennio Antonelli ha espresso preoccupazioni sulla "ricchezza" di Firenze, affermando che la città ha problemi di "degrado". L'assessore alle politiche del lavoro Riccardo Nencini ha sminuito le affermazioni del cardinale, affermando che il cardinale non ha mai parlato di degrado, ma di decoro. Nencini ha anche ammesso che Firenze oscilla tra il medioevo e la vocazione a essere capitale del mondo. Ha criticato le decisioni della soprintendenza a salvaguardia delle pietre riguardo ai lavori di ripavimentazione in via Ghibellina.
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