Bernabò Bocca: «Spagna e Francia ci hanno superato anche grazie alle agevolazioni fiscali. E invece il governo Prodi ha minacciato la tassa di soggiorno: un regalo alla concorrenza». A i turisti italiani la tassa di di soggiorno avrebbe an nullato tutti i vantaggi previsti dalla Finanziaria per gli assegni familiari. E per le imprese alberghiere sarebbe stato un bagno di sangue. Proprio in una congiuntura, quella contabilizzata l'anno scorso, che faceva registrare ottimi risultati di crescita. Lo spettro della tassa di soggiorno ha terrorizzato turisti e imprenditori alberghieri. Fino al voto della Camera di martedì scorso, quando il provvedimento è stato annullato per iniziativa dello stesso governo. «La cancellazione della tassa di soggiorno è un atto di grande responsabilità da parte del governo Prodi». È stato il primo commento a caldo del presidente della Federalberghi-Confturismo e vicepresidente vicario della Confcommercio, Bernabò Bocca. Un ringraziamento specifico è stato rivolto al vicepresidente del Consiglio con delega per il Turismo, Francesco Rutelli. «per la sensibilità dimostrata in questi giorni convulsi, nei quali è riuscito comunque a trovare il tempo e la considerazione per ascoltare le nostre istanze e rappresentarle all'interno del Consiglio dei ministri. Istanze che partivano dal presupposto che quanto di buono è stato previsto nella finanziaria 2007 per il turismo, veniva purtroppo vanificato dall'introduzione di un balzello che nulla può avere a che fare con una gestione economica di un Paese turisticamente progredito come l'Italia». Sono stati sicuramente giorni convulsi. E proprio il presidente di Federalberghi aveva dato voce ai colleghi del comparto, sbigottiti di fronte a quella che era parsa una miopia grave dell'Esecutivo: reintrodurre dopo 17 anni una tassa iniqua e assai pericolosa per l'economia del Paese. «Spagna e Francia ci superano nell'offerta turistica? Di certo ci hanno sottratto quote di mercato» spiega Bocca «e il Governo cosa fa? All'inizio del percorso della Finanziaria aveva pensato di aggiungere una tassa che avevamo abolito nel 1989, e che la Spagna, tanto per fare un esempio, ha abolito lo scorso anno. Le aziende che operano nel settore turistico in Italia già sono chiamate a combattere con un braccio legato dietro alla schiena, per colpa di imposizioni fiscali che ci penalizzano: in Italia l'Iva per il turismo è al 10, in Spagna al 7, in Francia al 5,5». Fino a una settimana fa si facevano i conti su un balzello che sarebbe stato di 2 euro per i Comuni più piccoli, 5 euro per i Comuni in aree metropolitane a vocazione turistica. «Un regalo del governo Prodi ai sindaci di Venezia, Firenze e Roma, che volevano un'alternativa ai tagli di bilancio» spiega Bocca «e allo stesso modo un deterrente contro il turismo mordi e fuggì che affligge molte grandi città. Peccato che la tassa di soggiorno possa venire applicata solo in caso di pernottamento, costringendo le strutture alberghiere a fare i sostituti di imposta. Se non fossero gli hotel a fornire il dato non si capisce come si potrebbe stabilire il numero dei turisti. Quindi gli arrivi dei torpedoni di turisti con colazione al sacco e senza capacità di spesa, non sarebbe affatto limitato». Il centro studi del Gruppo Giovani di Confcommercio si era adoperato a fare due conti, per misurare il danno. Oggi potremmo dire il pericolo scampato: «Sono state effettuate delle simulazioni sulla base delle presenze fatte registrare nel 2005. Se tutti i Comuni avessero applicato il contributo (sulla base dei dati di soggiorno del 2005) per l'importo massimo stabilito dalla legge, gli introiti comunali sarebbero pari a oltre 1.775 milioni di euro. Di questi, il 58,2 sarebbe stato pagato dai turisti italiani (ancora la stragrande maggioranza delle presenze), mentre il rimanente 41,8 da quelli stranieri per un ammontare complessivo pari, rispettivamente, a 1.033 milioni di euro e 742 milioni di euro. Una cifra colossale, come se tutti gli italiani che sono andati in vacanza nel 2005 avessero pagato tre quarti degli assegni familiari stabiliti in quest'ultima Finanziaria, fermo restando che il denaro rimarrebbe ai Comuni: ma a chi paga interessa solo quanto è l'esborso, non chi è il beneficiario». I danni a Venezia. La simulazione condotta dal Centro studi del Gruppo Giovani di Confcommercio ha anche individuato quali amministrazioni locali avrebbero tratto il maggiore vantaggio dalla tassa di soggiorno (con conseguente danno delle imprese alberghiere del territorio): Veneto, Trentino Alto-Adige, Toscana, Emilia Romagna e Lazio sono le realtà regionali in cui si trovano i Comuni più beneficiati. Venezia, Roma e Bolzano le province più «favorite». Nel corso del 2005 si erano manifestati segnali incoraggianti. Un'onda positiva si era manifestata sia per gli arrivi sia per le presenze turistiche nel nostro Paese. Dopo un periodo di stanca, i dati Istat relativi allo scorso anno registrano un trend di crescita decisamente positivo, soprattutto per quanto riguarda il numero di notti strascorse nelle strutture turistiche italiane. Dal 2004 al 2005 le presenze (ossia il numero di notti trascorse) sono aumentate del 2,7, contro lo 0,3 fatto registrare nel 2004. Gli incrementi maggiori sono riferiti ai turisti stranieri con addirittura un incremento del 5 nell'ultimo periodo di rilevazione. «Su questa rifioritura del turismo nazionale per fortuna non è arrivata una gelata che avrebbe messo in seria difficoltà il "raccolto" già dalle prossime vacanze natalizie: che la tassa di soggiorno avesse già preoccupato gli italiani» aggiunge Bocca «lo abbiamo visto nel ponte di Ognissanti e delle festività per la Commemorazione dei defunti: la propensione a partire è stata drasticamente ridotta. A questo punto» conclude Bocca «guardiamo al futuro con maggior ottimismo. L'obiettivo per tutti è recuperare quelle quote di mercato che in questi anni abbiamo, nostro malgrado, dovuto perdere a vantaggio dei nostri principali competitore europei».
Finanziaria 2007. I risultati di una mobilitazione. Tassa sul turismo: evitato l'autogol
Il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, ha espresso gratitudine al governo Prodi per l'annullamento della tassa di soggiorno prevista nella Finanziaria 2007. La tassa avrebbe penalizzato il turismo italiano e le imprese alberghiere, che già lottano con le imposizioni fiscali. Bocca ha anche ringraziato il vicepresidente del Consiglio con delega per il Turismo, Francesco Rutelli, per la sensibilità dimostrata nei confronti delle istanze del settore. La tassa di soggiorno avrebbe avuto un impatto negativo sull'economia del Paese, soprattutto per le grandi città come Venezia, Firenze e Roma.
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