CHIETI "Chieti Città d'Arte e di Cultura". Accanto alla gloriosa figura del Guerriero di Capestrano, la scritta campeggia altéra sul cartello di benvenuto che appare al forestiero in visita al Colle. Frutto di una brillante intuizione della precedente amministrazione, la collocazione delle insegne alle vie d'accesso dell'antica Teate celebra la nostra storia e presenta l'immagine della città ai turisti e a tutti noi che dobbiamo esserne fieri. Ma forse no. Forse non c'è poi molto da essere orgogliosi. Solo pochi giorni fa, mi è capitato di notare l'arrivo di un gruppo di stranieri che, ordinatamente incolonnato, procedeva alla visita dei Templi Romani, uno dei simboli della nostra città. Non è molto frequente vedere gruppi organizzati in visita a Chieti, di sicuro l'arrivo dei voli a basso costo dal Nord-Europa inizia a farsi sentiremeno male! Decido di avvicinarmi. I Tempietti Romani. Ci arrampichiamo sulla scalinata in ferro che conduce all'entrata. Ahi ahi, cominciamo male. Lo spettacolo è deprimente: dappertutto cicche e pacchetti di sigarette, lattine, buste di plastica. In un angolo un gruppo di ragazzini fumano e amoreggiano disinvoltamente adagiati sul parquet open air ormai a pezzi, installato nell'ultimo restauro di fresca data. La guida, illustrando l'opus reticulatum, gli antichi muri di romana memoria, finge di ignorare le variopinte scritte che li ornano, in vernice sintetica spray, opera di giovani e poco promettenti artisti. Qualcuno del gruppo chiede se è possibile vedere gli interni. No, impossibile, le porte del monumento, anch'esse decorate con graffiti di ispirazione anarchica, rigorosamente chiuse. A quel punto decido di unirmi alla comitiva perché ho sentito che la visita prosegue al Teatro Romano e alle antiche Terme. Il Teatro Romano. Anche questo, recente oggetto di parziale restauro, si presenta d'improvviso allo stupore del gruppo che sbuca da Via Ravizza. E' contornato da una recinzione su cui sventolano trionfanti brandelli di stracci non meglio identificati, forse ricordo dei lavori di "recupero" mai ultimati e sospesi sine die. Sul piano stradale, una festosa corolla di macchine parcheggiate in divieto di sosta e un cassonetto della spazzatura ad ostruire la visuale del monumento. Masi può vedere dentro? No, purtroppo è chiuso. Vabbè, andiamo alle Terme, ho sentito che le stanno restaurando Le Terme. Oddio! Ma che è sta roba!?! No, forse ci siamo sbagliati, stanno costruendo uno chalet!!! No, non ci credo, ma sì, sì, lì sotto quella tettoia di plastica, ci sono proprio le Terme degli antichi teatini! Ma guarda un po'. Certo per reggere il peso di quel po' po' di copertura non hanno risparmiato sulle strutturequei pilastri di legno lamellare non crollano di certo! Sì ma da fuori non si vede niente, si potrebbero visitare? Spiacenti, lavori in corso. Come quelli all'Anfiteatro, in pausa perenne . Bene, la visita all'antica Teate è finita. Non è stata un esperienza esaltante. Scambio due chiacchiere nel mio inglese stentato con uno dei turisti. "Are you from here?" - Sei di qua? - mi chiede. Esito un attimo. - Veramente Sìsono di Chieti - - Ah, ma perché non fate sorvegliare i monumenti, magari come da noi , con delle telecamere, non costa moltoe poi scusa se mi permettoma ieri a Pescara abbiamo visto alcune aiuole che avevano delle targhe con sopra scritti i nomi delle aziende che le hanno adottate e ne curano la manutenzione. Perchè non fate così anche voi?- Meno male che in mattinata sono stati nei musei. Hanno gradito. Ci salutiamo, dentro di me un senso di fastidio e imbarazzo. Quello che accade qui da noi è frutto dell'insensibilità e dell'ignoranza, altro che Città della Cultura. E il peggio è che ci siamo assuefatti dopo anni e anni di incuria e menefreghismo a questo stato di cose, i nostri sguardi non cercano più il bello e i nostri occhi non vedono più il brutto, e comunque nessuno dice: basta! Basta con le macchine parcheggiate dappertutto. Piazze bellissime come Piazza Malta, Piazza Vittorio Emanuele, Piazza Trento e Trieste, la splendida passeggiata panoramica di Via Pianell lungo il profilo delle Mura della Civitella soffocate da una cintura di vetture in sosta permanente. Vi prego, facciamo i parcheggi, ma in Centro! Tanto si sa, la gente è pigra e và di fretta e ormai non fa più di 100 metri a piedi. E basta con le orride insegne dei negozi. Deturpano la prospettiva delle strade, offendono le facciate dei palazzi, inquinano l'atmosfera che può essere magica, di un centro storico di sera. E ancora basta con arredi urbani affidati a pittoreschi personaggi incompetenti e di cattivo gusto, laureati o meno, tanto non cambia. Sarebbe ora di istituire una commissione che si occupi dell'Estetica di questa città, di danni ne sono stati fatti tanti, cerchiamo di porre un rimedio. Cosa si aspetta a spostare l'edicola dei giornali, le cabine telefoniche e il parcheggio di fronte all'entrata del nuovissimo Museo di Scienze Biomediche alla Trinità? Quanti "basta!" si potrebbero continuare a dire Il Centro Storico è prima di tutto un patrimonio che affonda le sue radici nelle nostra identità culturale e nelle nostre tradizioni più profonde. Ma è anche il patrimonio economico, forse l'unico che ci rimane. Il fenomeno del turismo "qualificato"nelle Città d'arte ha portato grandi benefici in tante città grandi e piccole che hanno visto risollevare le proprie finanze, il commercio, le attività culturali, gli eventi, le manifestazioni, in definitiva l'intero contesto sociale. Ma ricordiamoci che il turista, specie quello che gira per le città, và nei posti belli, non in quelli brutti e mal tenuti. E quando torna a casa sua sparge la voce. Chi ci governa ha sicuramente a cuore questa città, ci auguriamo che faccia qualcosa. Capo Delegazione del FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano a Chieti
Chieti dimentica i suoi veri tesori
Il testo descrive la visita di un turista a Chieti, una città italiana, e la sua delusione per lo stato di abbandono e disordine dei suoi monumenti e spazi pubblici. Il turista nota le insegne dei templi romani, il teatro romano e le terme, ma trova che sono state danneggiate e non sono più accessibili. La visita sembra essere stata un'esperienza negativa e il turista si sente fastidio e imbarazzo per lo stato della città. Il testo conclude con una richiesta di azione da parte del governo per migliorare lo stato della città e di istituire una commissione per l'estetica della città.
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