E' ALLARME per la statua della 'Primavera', opera cinquecentesca di Pietro Francavilla che si trova all'imbocco di Ponte Santa Trinita (sulla destra arrivando da via Maggio), ormai in avanzata fase 'chirurgica': il maestro dell'Opificio delle pietre dure Carlo Biliotti si sta occupando infatti della fase conclusive del 'trapianto' del gomito destro. Il grosso frammento andò infatti perduto nell'agosto del 1944 insieme ad altre parti anch'esse scomparse o danneggiate (come la testa, recuperata dalle acque dell'Arno solo nel 1961), quando i ponti vennero minati dai tedeschi per rallentare l'avanzata degli alleati. «MENTRE la reintegrazione del frammento del braccio prosegue nel migliore dei modi, le condizioni di salute della statua sono molto preoccupanti», confida Alessandra Griffa, la responsabile del settore Materiali lapidei dell'Opificio. «Sottoposta a un'opera di pulitura circa dieci anni fa, la scultura oggi ha rivelato grossi problemi di conservazione, dovuti ad agenti atmosferici e alle vibrazioni provocate dall'attraversamento del ponte da parte di auto e bus», annuncia la dottoressa Griffo, sottolineando che analoga 'patologia' colpisce anche le altre tre statue. La soluzione? «Non sta a noi decidere un'eventuale musealizzazione dell e opere del Francavilla e delle due del Caccini, ma certamente chiederemo che vengano sostituite da copie, per il loro bene», conclude la responsabile del settore Materiali lapidei dell'Opificio. LA 'PRIMAVERA' sotto osservazione, quindi, proprio come sta accedendo da anni a un grande capolavoro, il 'Ratto delle Sabine' del Gambologna, tutt'ora monitorato dagli esperti del Cnr, che non hanno ancora sciolto la 'prognosi'. Proprio in questi giorni, grazie alle favorevoli condizioni del tempo che consentono l'utilizzo (e l'asciugatura) di collanti e catalizzatori, prosegue sotto gli occhi dei turisti incuriositi la ricollocazione del frammento che andrà a completare il gomito (mentre il braccio è e resterà mancante), che si concluderà a giorni. Quando il ponteggio verrà smontato, l'immagine della scultura avrà un aspetto meno 'mutilo', grazie al 'movimento' del gomito destro che fino a oggi mancava. Pietro Francavilla (Cambrai 1553 circa - Parigi 1616), fu uno scultore francese che apprese a Firenze lo stile manierista e lo esportò in Francia. Al 1590 risalgono le due sculture, l'Inverno e la Primavera, mentre le altre due della serie delle Stagioni sono state scolpite dal suo amico-rivale Giovanni Caccini.