DOVE non arrivano più i predoni di guerra, possono i ladri su commissione che rubano opere d'arte «come da catalogo» da immettere nel circuito dei grandi ricettatori (non di rado antiquari, anche di grandissimo nome) che vendono i tesori a facoltosi appassionati di tutto il mondo. A Firenze in questo senso è stata un'estate di fuoco: tra giugno e luglio la città è stata violata ben tre volte da altrettanti Arsenio Lupin. Il primo colpo di grande rilievo il 5 giugno a Palazzo Vecchio dove in Sala d'Armi è stata allestita la mostra «Tirinnanzi, sessant'anni di pittura, 1940-2000» dedicata al pittore Nino Tirinnanzi e organizzata nell'ambito delle manifestazioni sul genio Fiorentino. Viene trafugato uno dei dipinti, quello intitolato «Meriggio», un olio su tavola. Misura 19x27 cen-timetri, opera datata 1953, appartenente a un collezionista privato che aveva prestato 4 dipinti appositamente per la mostra. Il ladro potrebbe aver occultato il «Meriggio» dentro una orsa, forse sotto la giacca dopo averlo «strappato» dalla parete mobile. L'opera risulta assicurata per 5000 euro. Grande sconcerto, nessuno riesce a spiegarsi come possa essere accaduto. Neanche tre settimane più tardi, il 25 giugno, è la volta del Museo San Marco, dove viene asportata una formella funeraria che era fissata al muro del Chiostrino con quattro staffe metalliche. La formella proveniva dalla dalla parrocchia Santa Maria di Campi Bisenzio e iportava 'incisione 'Cennamellis Campi' appunto per indicare la famiglia Cennamelli, che commissionò a Mariotto da Cristofano i dipinti di Santa Maria e la cappella di San Jacopo. FIRENZE è colpita al cuore, lo sgomento si percepisce con mano specie tra chi ha particolarmente a cuore le sorti del nostro immenso patrimonio artistico e culturale. Ma non è finita: alla metà di luglio (il 13) tocca al Museo del Bargello di via del Proconsolo essere «profanato». Almeno due banditi entrano in azione intorno alle 12,30, all'orario di apertura, superano l'ingresso confusi tra altri 150-200 visitatori, il metal detector nulla rivela semplicemente perché non c'è. Entrano nella sala islamica al primo piano, si avvicinano alla teca di cristallo, dello spessore di 5 entimetri, che «difende» tre antichi monili in oro. Alcuni turisti sentono un tonfo sordo e, voltandosi, un uomo che fugge tenendo un fagotto. Contiene i tre monili, una collana d'oro moresca di 37 grammi del XII secolo proveniente dall'Egitto, poi un paio di orecchini, sempre del XII secolo, pure in arte moresca, in oro puro, filigrana a reticolo, del peso di 7,35 grammi. Infine un anello del XV secolo, inciso a fogliame, arte orientale. Valore stimato intorno ai 400-500 mila euro. I tre oggetti non erano assicurati. Non va dimenticata la incredibile vicenda del museo Stibbert dove alcuni spadoni artistici giapponesi sarebbero stati trafugati e sostituiti con armi di minor pregio. Ma potrebbe essere stati i venditori, a inizio secolo, a truffare gli acquirenti per conto del Museo. Tornando indietro negli anni è del novembre 2003 la notizia del furto a Santa Maria Nuova di 5 corali in pergamena del valore di 2 milioni di euro. Ognuna delle cento pagine miniate potrebbe essere stata venduta per 20 mila euro. E solo pochi giorni prima nella biblioteca del Collegio Alla Querce era stato asportato il libro più prezioso e più raro: un vangelo con calendario liturgico miniato risalente al 1200, del valore, in lire, di oltre mezzo miliardo. E anche la periferia, in specie le chiese, non è stata e non è certo immune da questi terribili raid. IN ITALIA le indagini sui tesori trafugati sono spesso affidate ai carabbinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico. A Firenze il nucleo è comandato dal capitano Christian Costantini. I dati 2006 in possesso dell'Arma dicono che in Toscana i furti sono stati 77 di cui 2 in musei, 3 in enti pubblici e privati, 39 nelle chiese, 33 a danno di privati. Gli oggetti trafugati sono stati, complessivamente, 873: 5 dai musei, 152 da enti pubblici e privati, 264 dalle chiese, 452 da privati. Pittura (192 pezzi), oggetti di chiesa (169), bibliografie (166), grafica (238) e sculture (46) costituiscono la poco onorevole 'hit parade' dei tesori trafugati.