FIRENZE - "II disegno di legge presentato sulla Autonomia scientifica e finanziaria delie Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze ha già delle incongruenze che non si possono tacere. Non si possono tacere perché non vogliamo un placebo, dato che l'interesse primario è la credibilità, la tutela dei beni culturali ed il rispetto dei lavoratori!". Sono alcune delle considerazioni del sindacato Unsa-Beni culturali sol disegno di legge presentato sulla autonomia delle biblioteche centrali. "E allora, diciamo piuttosto (e saremmo tutti più corretti) che invece dì una autonomia finanziaria - prosegue il sindacato -occorre una garanzia di fondi che devono essere accreditati (disponibili in cassa) e non programmati, previsti o finanziati ... e riguardo al consiglio di amministrazione, non è ammissibile prevedere che i componenti di tale consiglio siano assoggettati alia 'reverenza' o al 'rispetto gerarchico'. Debbono avere tutti la stessa funzione di rappresentanza. Quindi, in un consiglio di amministrazione non ci può essere tra i componenti una subordinazione, senno meglio un Comitato di gestione!".
"Biblioteca nazionale: serve garanzia di fondi"
FIRENZE - "II disegno di legge presentato sulla Autonomia scientifica e finanziaria delie Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze ha già delle incongruenze che non si possono tacere. Non si possono tacere perché non vogliamo un placebo, dato che l'interesse primario è la credibilità, la tutela dei beni culturali ed il rispetto dei lavoratori!". Sono alcune delle considerazioni del sindacato Unsa-Beni culturali sol disegno di legge presentato sulla autonomia delle biblioteche centrali. "E allora, diciamo piuttosto (e saremmo tutti più corretti) che invece dì una autonomia finanziaria - prosegue il sindacato -occorre una garanzia di fondi che devono essere accreditati (disponibili in cassa) e non programmati, previsti o finanziati ... e riguardo al consiglio di amministrazione, non è ammissibile prevedere che i componenti di tale consiglio siano assoggettati alia 'reverenza' o al 'rispetto gerarchico'. Debbono avere tutti la stessa funzione di rappresentanza. Quindi, in un consiglio di amministrazione non ci può essere tra i componenti una subordinazione, senno meglio un Comitato di gestione!".
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