L' impresa oggi più che nel passato può essere considerata un fondamentale agente di (pro) positività? La risposta dovrebbe essere positiva, per il ruolo sempre maggiore che essa svolge nella diffusione di una cultura della competizione, per la sua potenzialità di porsi come modello di efficienza, per l'innovazione e per la creazione di valore nel contesto in cui opera. Nonostante ciò, permane nel nostro Paese un certo sospetto verso l'impresa e la cultura d'impresa, una certa resistenza al riconoscimento del suo ruolo centrale nei processi di modernizzazione e di sviluppo del Paese. A questo scetticismo diffuso contribuiscono poi gli stessi imprenditori, quando privilegiano risultati a breve, interessi immediati e incursioni nella speculazione finanziaria, trascurando le strategie e gli investimenti necessari per lo sviluppo delle aziende e del sistema. In Italia abbiamo un tessuto produttivo vivace, ampiamente internazionalizzato e aperto alla competizione globale, con alcuni settori in declino, ma anche con numerosi settori nuovi e dinamici. Tuttavia la sensibilità ai valori dell'impresa, l'attenzione alle urgenze e alle esigenze di imprenditori impegnati in una competizione fortissima su scala globale si perde negli ambiti della rappresentanza a livello nazionale. Si attenua mano a mano che si passa dalla periferia al centro, dal livello locale, più basso e più vicino ai mercati, a quello centrale, di sistema Paese. Si rafforza, dunque, il bisogno di una politica che promuova l'imprenditorialità, valorizzi l'attitudine al rischio e coltivi le grandi possibilità di un'economia reale che ha saputo reagire molto bene alle difficoltà conseguenti agli accresciuti livelli di competizione sui mercati. Ovviamente, il deficit di cultura d'impresa e anche un deficit di comunicazione dell'impresa. Di qui l'esigenza di far conoscere meglio la realtà imprenditoriale, anche attraverso scambi culturali con realtà e Paesi dove i valori e le sensibilità legati al mondo della produzione sono più sviluppati, trasmettendo, soprattutto ai giovani, un'immagine dell'impresa più moderna e dinamica. Allo scopo di migliorare la percezione dell'impresa e diradare il diffuso sospetto verso i suoi valori, è sicuramente utile un impegno nell'esplicitazione delle numerosissime realtà in cui l'impresa è protagonista di un modello virtuoso. Per avere un orientamento ancor più preciso su come e dove intervenire, insieme a Eurisko e con la collaborazione del Sole-24 Ore è stata condotta tra gli associati di Confindustria, le imprese, la classe dirigente e la popolazione italiana un'ampia ricerca sul significato e la funzione della cultura d'impresa, che verrà presentata nella prima parte del 2007. Tralasciando le problematiche pur esistenti relative alla non univocità dell'interpretazione del concetto di cultura d'impresa, ciò che già nella fase preliminare emerge è la convinzione forte che ci si debba sempre più concentrare sullo sviluppo dell'impresa non solo in rapporto ai propri obiettivi e priorità, ma anche tenendo conto del territorio in cui opera e del Paese. Si può affermare che la cultura d'impresa assume oggi nella percezione comune un ruolo fondamentale se intesa come saper agire per competere nel futuro, piuttosto che come saper sfruttare al meglio la propria tradizione e storia d'eccellenza. Tutto ciò significa cambio di mentalità e necessità di nuove politiche culturali per le imprese, e di nuove "parole chiave" da sviluppare da parte di Confindustria. E su questi aspetti si baserà l'agenda della Commissione Cultura per il prossimo anno. Presidente Commissione Cultura Confindustria L'evento centrale della V edizione della Settimana della cultura d'impresa di Confindustria in collaborazione con Museimpresa e il Consorzio Rete Industria e il sostegno di Banca Intesa si svolgerà domani a Roma, con il seminario «L'anima immateriale del successo. La cultura dell'intraprendere». Partecipano, tra gli altri, il ministro peri Beni culturali Francesco Rutelli e il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. E ancora: Maurizio Beretta, Maurizio Costa, Pasquale Gagliardi, Pina Amarelli, Anna Maria Artoni, Emmanuele F. M. Emanuele, Ernesto llly, Gianfranco Imperatori. Moderatore Ferruccio de Bortoli. Fino a domenica si terranno 45 occasioni di incontro in 20 città. Da Milano ad Arezzo, si svolgeranno rassegne di cinematografia industriale, mostre di materiali innovativi, visite guidate ad archivi storici di imprese, conferenze, incontri con le aziende.
Un futuro costruito dalle imprese
L'impresa è un agente di positività nel contesto economico, diffondendo una cultura della competizione, promuovendo l'innovazione e la creazione di valore. Tuttavia, in Italia, ci è un certo sospetto verso l'impresa e la cultura d'impresa, dovuto anche agli stessi imprenditori che privilegiano risultati a breve e interessi immediati. La sensibilità ai valori dell'impresa si perde negli ambiti della rappresentanza a livello nazionale. È necessario promuovere l'imprenditorialità, valorizzare l'attitudine al rischio e coltivare le grandi possibilità di un'economia reale. È anche necessario migliorare la percezione dell'impresa e diradare il diffuso sospetto verso i suoi valori.
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