L'ARCHIVIO Modigliani cerca casa a Roma. La posa del bronzo «Tete de Cariatide», riproduzione monumentale di una scultura in legno dell'artista livornese nello splendido cortile dell'Archivio di Stato ha sancito ieri l'avvenuto trasferimento dei 6.000 documenti arrivati in settembre da Parigi e l'avvio della campagna per creare nella Capitale la «Casa Modigliani». Alla cerimonia hanno partecipato il sottosegretario ai Beni culturali Danielle Mazzonis, il presidente dell'Institut Archives Legales Paris-Rome Christian Parisot e Laure Modigliani Nechtschein, nipote e titolare dei diritti morali di Modì, che ha donato l'opera. «Questa è una dimostrazione che gli archivi sono una cosa viva e non morta», ha detto Mazzonis commentando l'avvio dell'operazione che ha portato in Italia le migliaia di preziosi documenti, per la cui localizzazione è stato aperto un tavolo di confronto tra le varie istituzioni. Anche l'Archivio di Stato si è candidato a ospitare le lettere d'amore, i quaderni pieni di schizzi e commenti, i libri illustrati, diari materni, immagini appartenuti a uno degli artisti più amati al mondo (è all'ottavo posto in una ideale top ten). Ma «ci vuole un posto d'hoc - ha proseguito il sottosegretario - dove arrivi il grande pubblico», soprattutto quello dei giovani. Senza contare che «quando nascono i grandi archivi arrivano sempre importanti donazioni».