SERRA SAN QUIRICO - "Non solo natura". Questo il principio ispiratore dell'ampio programma di "Eco Musei" allestiti negli ultimi dieci anni in Piemonte grazie a una legge regionale, analizzato nel corso del seminario tenutosi martedì scorso a Serra San Quirico presso la sede del Parco della Gola della Rossa e rivolto agli amministratori locali e dei parchi marchigiani e agli operatori museali interessati a sperimentare anche nelle Marche questo nuovo tipo di istituzione culturale. L'ecomuseo si occupa prevalentemente di sviluppare progetti capaci di sviluppare o rilanciare le identità locali alle prese con i processi di trasformazione sociale, culturale ed economica. "Non si tratta solo di promuovere turisticamente delle aree di rilievo ambientale, ma di costruire un nuovo e più forte sentimento di appartenenza di questi luoghi alle comunità locali", hanno sottolineato le relatrici del seminario. Piuttosto che da collezioni di beni culturali, gli ecomusei nascono infatti dalla progettualità di una comunità locale che punta a ripristinare e valorizzare comportamenti, tradizioni e luoghi significativi per la loro storia sociale. Uno degli obiettivi qualificanti emersi in Piemonte è appunto il peso esercitato da questo genere di esperienze nel favorire lo sviluppo locale di aree montane o agricole, ma anche di aree a forte tradizione industriale, nelle quali lo sviluppo manifatturiero aveva però interrotto la memoria di comportamenti tradizionali. "Una esperienza di grande interesse questa del Piemonte", hanno dichiarato gli amministratori della Comunità Montana (il presidente Giuliani e il vice Giuseppucci) e del Sistema Museale (Alfonso Maria Capriolo) che stanno lavorando per sperimentare nelle valli del Verdicchio, entro il Distretto rurale di qualità, un progetto analogo, per il quale Comunità montana e Sistema museale hanno cofinanziato un dottorato di ricerca triennale sul paesaggio presso l'Università Politecnica delle Marche affidato a Germana Perella.