Giovanna Cameli: «Cave e centro cittadino legati da un unico percorso architettonico e storico» Nuovo passo in avanti per il riconoscimento di Ascoli come città tutelata dall'Unesco. Ieri pomeriggio si è riunito nuovamente il comitato scientifico che sta lavorando per istruire la pratica al Ministero dei Beni Culturali. Si tratta della terza riunione dal giorno dall'insediamento degli esperti avvenuto a febbraio. Insieme al direttore della Pinacoteca Stefano Papetti, ci sono i professori Pippo Ciorra e Giovanni Guazzo della Facoltà di Architettura, Maria Luisa Polichetti della Regione, Mario Lolli Ghetti della Soprintendenza e i prof. Marinella Pasquinucci e Roberto Lambertini dell'Università di Macerata. Per il Comune hanno partecipato la dottoressa Giovanna Cameli, presidente della commissione Cultura comunale, l'assessore Antonini e il sindaco Celani. Si lavora alla ricerca di un "unicum" a livello mondiale per giocarsi il tutto per tutto davanti all'organismo delle Nazioni Unite. L'idea è quella ad esempio di tutelare il centro storico nella sua evoluzione nel corso di millenni di storia trovando anche nel travertino un elemento distintivo. «Che unisce- come sottolinea la dott.ssa Cameli- il paesaggio naturale al tessuto storico urbano. Di qui l'importanza della valorizzazione e recupero delle cave come teatri naturali». Una volta formalizzata la proposta del comitato scientifico, la pratica ascolana arriverà al Ministero delle Attività Culturali. «La seconda fase -aggiunge la Cameli- prevede un piano di gestione per concretizzare la proposta». Un percorso ancora lungo e difficile, ma non impossibile. Dopo tanti anni si sta lavorando seriamente coinvolgendo esperti di livello nazionale. Grazie anche all'impegno del presidente della commissione cultura, Giovanna Cameli per arrivare ad una celere conclusione dei lavori del comitato scientifico. Re.Pie.