Gli ambientalisti: attenzione, non vendiamo i gioielli IGLESIAS. Un momento di riflessione e di verifica sul bando di gara per la vendita di rottami da parte di Igea della miniera di Campo Pisano è stato chiesto dal Gruppo d' Intervento Giuridico ai responsabili della società pubblica per evitare che nel "ferro vecchio" finiscano anche attrezzature di interesse storico. «In quel bando di gara - sostiene Stefano Deliperi del Gruppo d'Intervento Giuridico - sono cedibili, dietro compenso impianti metallici (tramogge, nastri trasportatori, addensatori, frantumatori, depolverizzatori, macinatori, impianti di flottazione, pompe e frantoi) provenienti dal compendio di Campo Pisano. Anni e anni di storia mineraria rischiano di essere ceduti a vile"ferro vecchio" per poi finire in fonderia così come successo per la miniera di Rosa e Narcao e Barega. Altri siti minerari dismessi, da Ingurtosu al la Laveria Lamarmora, da Malacalzetta a Barraxiutta fino ad Arenas hanno seguito interventi distruttivi.» Il Gruppo d'Intervento Giuridico ricorda che i siti minerario di interesse storico ed etnoantropologico sono qualificati beni culturali. «Quindi è compito del ministero per i beni e attività culturali e della regione esercitare la verifica di sussistenza dell'interesse artistico, storico,archelogico eìo etnoantropologico - aggiunge Stefano Deliperi.- Pertanto Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico hanno presentato una richiesta al ministero, all'assessorato regionale dei beni culturali e al soprintendente per i beni ambientali di Cagliari perchè svolgano i dovuti accertamenti. Ci saranno certo rottami ma tra essi ci saranno anche "beni culturali" da tutelare e conservare: Igea e i potenziali acquirenti possono aspettare.» Si vuole insomme evitare che accada ciò che è accaduto a Montevecchio quando il"polpo" delle gru arraffavano macchinari ed attrezzature scambiando ogni cosa come rottame. Che dire poi di Barega? Un vero affare per chi ha acquistato quei rottami diventati subito dopo impianti pronti a marciare.