Destinazioni. La città di San Francesco registra un quinto di tutte le presenze regionali. Sono gli stranieri a trainare la ripresa del turismo nel territorio «Umbria cuore verde d'Italia» recitava un fortunato slogan di marketing territoriale degli anni 80, che ancora oggi molti ricordano. Ma oltre alla natura e alle bellezze artistiche, una delle maggiori attrazioni turistiche della regione è rappresentata dagli itinerari religiosi: da Assisi, patria di San Francesco e Santa Chiara, a Norcia con San Benedetto e Cascia con Santa Rita. Nel 2005 l'intero movimento turistico in Umbria ha fatto registrare un'inversione con un aumento delle presenze che è stato dell'1 (oltre quota 5,8 milioni) mentre gli arrivi sono saliti dello 0,7 (di poco superiori ai 2 milioni), grazie alla spinta degli stranieri (3 per tutti e due gli indicatori). L'Umbria è pur sempre una tra le regioni italiane in grado di offrire un'ampia varietà di caratteri morfologici e paesaggistici, con un susseguirsi di vallate, come quelle del Tevere e del Nera, catene montuose, altipiani, come quello di Castelluccio di Norcia e la sua celebre fioritura, la cascata delle Marmore e le pianure che la attraversano, con i loro sentieri e percorsi turistici e archeologici. Ma ciò nonostante è universalmente conosciuta come "terra di santi". Assisi è la meta di elezione per il turismo religioso, con la sua Basilica impreziosita dagli affreschi di Giotto sulla vita del santo e l'Eremo delle carceri. Dopo Perugia, che però dispone di un numero di strutture e di eventi di richiamo molto maggiore, Assisi è di gran lunga la città più visitata di tutta l'Umbria e nel 2005 ha fatto registrare oltre 1 milione e 100 mila presenze nei suoi esercizi alberghieri e non, di cui oltre 400mila straniere e quasi 700mila italiane. È anche un luogo simbolico dove ogni anno affluiscono centinaia di migliaia di persone in occasione della marcia della pace (Perugia-Assisi), che qua si tiene dagli inizi degli anni 60 grazie al progetto di Aldo Capitini. Una grande affluenza è stata messa a segno anche dalla Valnerina che, tra Norcia e Cascia, località frequentate anche per la bellezza delle montagne e l'enogastronomia, ha sfondato quota 300mila presenze. Un dato importante, quello del turismo religioso, rispetto al totale regionale che sfiora in tutto le 5 milioni e 800mila presenze all'anno. Ed è di quest'estate l'accordo siglato tra Regione e Sacro convento per la realizzazione dei "Cammini francescani", quasi cinquecento chilometri di sentieri sulle orme di San Francesco: da Greccio, in provincia di Rieti, ad Assisi e da La Verna, in provincia di Arezzo, alla città natale di Francesco. L'Umbria partecipa anche al progetto dell'Unione europea che ha come obiettivo la valorizzazione dei monasteri e delle abbazie, per lo più benedettine, come quelle presenti in Umbria. I periodi tradizionali di maggior afflusso turistico nella regione sono i mesi di aprile e maggio, nei quali si accavallano il periodo pasquale, le gite scolastiche - che sono un buon serbatoio di presenze per le strutture ricettive umbre - e i matrimoni, che da qualche anno vedono molti sposi di fuori regione scegliere l'Umbria e le sue chiese come luogo ideale per pronunciare il proprio sì. L'estate è ravvivata da molte iniziative culturali e musicali con vari festival (Umbria Jazz e Festival dei Due Mondi) e poi anche il mese di ottobre è gettonato dai turisti, sul versante religioso per via della ricorrenza di San Francesco (4 ottobre), per il versante profano dall'edizione annuale di Eurochocolate a Perugia. II turismo straniero tende a preferire di gran lunga le strutture extralberghiere, con un afflusso considerevole nei campeggi, presenti soprattutto nella zona del lago Trasimeno e sul Monte Subasio oltre agli agriturismo diffusi un po' ovunque su tutto il territorio regionale. Questo genere di strutture è in grado di offrire in Umbria oltre 14,5 milioni di posti letto annui, contro i 9,5 delle strutture alberghiere, anche se queste ultime hanno un indice di utilizzo medio più alto. In dati assoluti, gli alberghi a tre stelle hanno il record di presenze per la clientela italiana con quasi 1,3 milioni di unità, mentre i campeggi fanno registrare il maggior numero di presenze straniere superando le 3oomila unità. Le aziende agrituristiche mettono tutti d'accordo con 415mila presenze italiane e 234mila straniere. Le città d'arte in Umbria, come Orvieto, Todi, Spello, Gubbio e Perugia, possono vantare un soggiorno medio della clientela straniera superiore alla media delle altre città italiane, 3,7 notti contro 3,2, e anche su di un turismo più organizzato e, soprattutto, fedele (46,8 contro il 36 per cento delle altre città). La regione è meta inoltre di una quota maggiore di turismo familiare (35,9) e di gruppi vacanzieri (11,3). www.umbria2000.it