Tolti dal testo i riferimenti agli scavi. Scongiurato il ricorso alla Consulta TRIESTE. Intesa Regione-Governo per superare gli ostacoli che avevano portato a impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge per la valorizzazione archeologica e urbana di Aquileia. L'accordo è stato raggiunto ieri, a Roma, nel corso di un'incontro tra l'assessore regionale alla cultura, Roberto Antonaz, e i funzionali dei ministeri ai beni culturali e agli affari regionali. «Sono soddisfatto - ha detto Antonaz - perché sono stati chiariti alcuni malintesi che hanno accompagnato la lettura da parte del Governo del provvedimento e che ne hanno determinato l'impugnazione. L'approvazione in tempi brevi dell'intesa permetterà alla legge di entrare in vigore». All'incontro hanno partecipato anche i consiglieri regionali Mauro Travanut (Ds), Giancarlo Tonutti (Dl-Margherita) e Alessandra Guerra (Lega), che ha promosso, sostenuto e poi votato la legge regionale sulla città archeologica. L'intesa, che potrebbe venire sottoscritta in tempo per la visita del ministro Rutelli, prevista entro la fine del mese di novembre, prevede due modifiche: «L'eliminazione di ogni riferimento alle ricerche archeologiche nella zona - ha reso noto Antonaz - e la costituzione di una Fondazione per la valorizzazione archeologica e urbana e per lo sviluppo turistico dell'area di Aquileia mediante accordo con lo Stato». I motivi della bocciatura della legge che prevedeva anche l'istituzione di una Fondazione erano il superamento delle competenze statutarie regionali sui beni archeologici di proprietà statale, in violazione del principio di leale collaborazione Stato-Regione. In particolare, la Regione non avrebbe diritto di predisporre piani di attività archeologica nella zona, essendo competenza esclusiva dello Stato. E anche nella costituzione di una Fondazione si sarebbero invase le competenze statali. «Siamo in una situazione di evoluzione positiva dei rapporti tra Stato e Regione - ha commentato Antonaz - e spero che entro la visita del ministro Rutelli si possa sottoscrivere l'intesa». Secondo la tabella di marcia auspicata dall'assessore, il documento potrebbe entrare in consiglio regionale per la modifica della legge già nell'ambito della sessione di voto dedicata alla Finanziaria. «Dopodiché, il governo toglierà l'impugnativa, consentendo alla legge di entrare in vigore». «Siamo nella condizione - ha commentato soddisfatto Antonaz - di creare un'unità d'intenti tra Stato e Regione e, perché no, anche con i privati, per far decollare questo sito archeologico tra i più importanti al mondo». Soddisfatto anche il capogruppo diessino Travanut. «Questo incontro è servito per dipanare la matassa che stringeva la legge - ha detto - nella sostanza, tra le due parti non c'erano disaccordi, e la ragionevolezza ha prevalso. Va sottolineato l'accordo tra le varie componenti, anche politiche». «Si sono attuate le vie dirette», ha affermato Tonutti. Sottolineata la partecipazione positiva del ministero per gli affari regionali,il consigliere ha evidenziato come «in breve si giungerà alla ridefinizione dei compiti». In particolare l'apporto serio e composto della consigliera Alessandra Guerra, già relatrice di maggioranza. E la stessa Guerra ha sottolineato l'importanza dell'intesa: «E' stato trovato accordo tecnico, che dovrebbe consentire la formulazione di emendamenti che permetteranno di portare a casa la legge. Non voglio dare alla vicenda una connotazione politica, perché Aquileia è troppo importante per tutto il Friuli Venezia Giulia. I passaggi da compiere sono ancora tanti, tra questi la stesura dello statuto della Fondazione, ma senza l'esito positivo di questo incontro si sarebbe bloccato tutto».
Intesa Stato-Fvg, salva la legge su Aquileia
L'assessore regionale alla cultura Roberto Antonaz ha annunciato che è stato raggiunto un accordo con i funzionali dei ministeri ai beni culturali e agli affari regionali per superare gli ostacoli che avevano portato a impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge per la valorizzazione archeologica e urbana di Aquileia. L'accordo prevede l'eliminazione di ogni riferimento alle ricerche archeologiche nella zona e la costituzione di una Fondazione per la valorizzazione archeologica e urbana e per lo sviluppo turistico dell'area di Aquileia mediante accordo con lo Stato. L'intesa è stata raggiunta a Roma in un incontro tra Antonaz e i funzionali dei ministeri.
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