«II mio sogno? Attraversare entro il Natale del 2006 la nuova uscita degli Uffizi dopo aver fatto il percorso completo della Galleria, finalmente raddoppiata negli spazi e nei servizi». Questo l'obiettivo confidato dal ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani, ieri a Firenze per fare il punto sul progetto che prevede l'ampliamento del museo. Un'operazione illustrata alla stampa grazie all'ausilio di rilievi dello stato di fatto degli storici locali e di un'animazione avveniristica, capace di dare una visione (e una comprensione) perfetta degli spazi: 120 sale espositive, in cui verranno ricollocati preziosi tesori, ora relegati nei depositi della galleria fiorentina. Le prossime tappe dell'operazione «Grandi Nuovi Uffizi», come l'ha definita il ministro Urbani, sono state illustrate dal direttore generale per i Beni architettonici e il paesaggio Roberto Cecchi e prevedono, entro il primo settembre, l'ultimazione del "vecchio" progetto definitivo. Ma è fra il primo di settembre 2003 e il 31 gennaio 2004 che sarà realizzato il "nuovo" progetto esecutivo, che verrà appaltato entro la primavera del prossimo anno. Dopodiché partiranno i lavori veri e propri, che richiederanno comunque un periodo compreso fra i trenta e i trentasei mesi effettivi. «Stiamo rispettando in pieno il cronoprogramma, gli impegni presi alcuni mesi fa nel nostro ultimo incontro a Firenze ha sottolineato Roberto Cecchi . Impegni consistenti, anche dal punto di vista economico: per sostenere il progetto Nuovi Uffizi i fondi stanziati dal ministero sono stati oltre 98 miliardi di vecchie lire (provenienti in buona parte dal Lotto) e attualmente ne sono stati spesi 13». Per quanto riguarda la contestatissima uscita della galleria, un progetto firmato dall'architetto giapponese Arata Isozaki (osteggiato dall'allora sottosegretario Vittorio Sgarbi), il ministro Urbani ha tirato fuori l'asso dalla manica: un'uscita provvisoria verrà realizzata entro la primavera del 2004 per permettere l'avvio del progetto. «Ma è in corso di ricerca la soluzione ottimale che tenga conto delle scoperte archeologiche avvenute in piazza Castellani», ha anticipato il ministro, ricordando che il soprintendente ai Beni architettonici di Firenze, Domenico Valentino, ha inviato nel maggio scorso una lettera allo studio Isozaki «invitandolo a dare corso alla progettazione definitiva della nuova uscita». Soddisfatto il soprintendente per il Polo museale fiorentino Antonio Paolucci: «II progetto sull'ampliamento degli Uffizi ha una storia lunga 50 anni ha osservato . Ma da oggi sono sciolti gli ormeggi. E la nave degli Uffizi, va...». Come ha confermato anche il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, tirando un sospiro di sollievo. «Il successo di oggi dipende anche dal principio di leale collaborazione tra Stato ed enti locali ha commentato Domenici . L'intera operazione è stata infatti possibile in seguito all'accordo tra Comune e ministero, firmato nel febbraio scorso». Deus ex machina dell'operazione si è rivelato il gruppo Benetton, «che ha messo risorse e competenze tecniche capaci di consentire l'accelerazione finale alla stesura del progetto esecutivo nei cinque mesi previsti», ha concluso il ministro Urbani che, alla fine della conferenza stampa, ha incontrato l'assessore regionale alla cultura, Mariella Zoppi. La Regione Toscana metterà infatti a disposizione la villa medicea «La Fernanda» di Artimino, alle porte di Prato, per ospitare i vertici dei ministri alla Cultura, ai media, allo sport dei Paesi dell'Unione europea: un evento internazionale, in programma per i primi di ottobre.