Il fax è arrivato alle 13.35 di ieri, i lavori di via Ghibellina si sono fermati neanche un'ora dopo. Con quindici righe, indirizzate al sindaco di Firenze Leonardo Domenici e per conoscenza ai Comitati cittadini ed alla Procura della Repubblica, la sovrintendenza per i beni architettonici e il paesaggio impone di cambiare radicalmente il metodo con cui devono essere tolte le pietre del lastricato di via Ghibellina: no alla benna, si deve toglierle praticamente a mano, una per una. «Un metodo inapplicabile, i lavori si fermano qua» la risposta del vice-sindaco Giuseppe Matulli. Una empasse che corre il rischio di mandare in aria non solo la tempistica di quei lavori ma addirittura il cantiere dei Grandi Uffizi e pone un interrogativo: perché cambiare in corso d'opera il modo con cui i lastroni di pietra forte venivano tolti dalla strada? Ci sono stati ulteriori sopralluoghi da parte della sovrintendenza, elementi non conosciuti? La risposta, implicita, è contenuta nella lettera: la decisione nasce «a seguito della documentazione ricevuta dal Comitato cittadini centro storico», arrivata il giorno prima, il 10 novembre. Una lettura (e la visione di un cd, allegato alla lettera firmata per il comitato da Giuseppe Sorrentino) è stata sufficiente a far scrivere alla sovrintendente Paola Grifoni (che firma la lettera per conto del sovrintendente ad interim, Giovanni Bulian, che è anche sovrintendente a Siena, ieri a Innsbruck, irraggiungibile) che i lavori «non sono stati eseguiti con le precauzioni e cautele già impartite» e che ora tutto il lastricato dovrà essere tolto «previa scarnitura dei giunti di connessione evitando di intaccare le lastre, con successiva smurazione dalle sedi, sollevamento, pulitura ed accatastamento». Un lavoro che deve essere fatto, hanno detto gli operai ed i tecnici della ditta, praticamente tutto a mano. Non solo: le pietre vanno numerate «su disegno ed in opera». Cosa questa mai prevista finora dalle indicazioni della sovrintendenza che, dopo l'esposto dei Comitati, è partita con le prescrizioni, invece di chiedere una sospensione dei lavori per accertamenti. I primi ad arrabbiarsi, vista la lettera, sono stati i tecnici: «Un loro funzionario venne a bloccare i lavori ma, quando gli spiegammo perché li facevamo così, li fece ripartire dicendoci che non c'era nessun problema. Ed ora, cambiano idea?». Poi, la decisione: impossibile lavorare così, i lavori si bloccano. «Sono prescrizioni inapplicabili spiega il vicesindaco Matulli per l'eccessivo prolungamento dei tempi dei lavori, per la moltiplicazione dei costi assolutamente insostenibile e perché la numerazione delle pietre non è giustificabile: si tratta di lastrico senza valore storico, risalente a meno di 50 anni fa». Sicuramente successivo all'alluvione del 1966, come ricordano ancora operai e tecnici di Palazzo Vecchio. Materiale che comunque sarebbe stato riutilizzato nella stessa strada (con il metodo ora usato, si ipotizza la perdita di un 30 per cento del totale delle pietre, in parte in pietra serena o già rovinate dal bitume degli anni passati). Solo che la asfaltatura era necessaria per mettere in sicurezza via Ghibellina in vista del cantiere di via Castellani, dove partono i lavori per i grandi Uffizi. Che cosa succederà ora? «Lunedì, se la soprintendenza vorrà rivedere le sue decisioni, i lavori riprenderanno: la invitiamo a un sopralluogo - propone il vicesindaco - Altrimenti il cantiere si fermerà con tutte le conseguenze che questo blocco potrà avere». «Una follia - sbotta Valerio Brogelli della Confesercenti centro storico - si è fatto i lavori in via Ghibellina rompendo le scatole a tutti per i lavori ai Grandi Uffizi, ed ora la sovrintendenza cambia idea. A questo punto, che non apra il cantiere agli Uffizi. Per colpa di qualcuno che vuole le pietre, si lascia la città in queste condizioni».
Firenze. La sovrintendenza cambia idea sulle pietre, lavori bloccati
I lavori di via Ghibellina si sono fermati a causa di una lettera della sovrintendenza per i beni architettonici e il paesaggio che impone di cambiare il metodo con cui vengono tolte le pietre del lastricato. La sovrintendenza richiede che le pietre vengano tolte a mano, una per una, anziché con la benna. I lavori si erano fermati già alle 13.35 di ieri. Il vicesindaco Giuseppe Matulli ha affermato che le prescrizioni della sovrintendenza sono inapplicabili e che i lavori si blocheranno. La decisione è stata presa a seguito della documentazione ricevuta dal Comitato cittadini centro storico.
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