UN PO' turista, un po' asceta, un po' salutista, il pellegrino di oggi è un ibrido dalle molte potenzialità: cerca il silenzio degli spazi deserti, ma non disdegna il contatto con le comunità locali, aspira alla solitudine e al raccoglimento, ma è disposto a deviare dal percorso per visitare un luogo d'arte, non teme le rinunce e le difficoltà, ma forse amerebbe avere a disposizione servizi di accoglienza. E' pensando a questa nuova figura che l'associazione romana Civita ha messo a punto il progetto "La via Francigena in Toscana e Lazio. La quotidianità della fede, la straordinarietà del viaggio", diretto a valorizzare i tratti toscano e laziale dell'antica strada di pellegrinaggio che nell'antichità collegava Canterbury a Roma. Il progetto, che è stato reso possibile grazie al finanziamento dell'Ente Cassa di Risparmio diFirenze, della Banca CR Firenze e della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, ha trovato una prima concretizzazione in due volumi dal taglio e dalle finalità diverse e complementari. «Le soste dei pellegrini lungo la via Francigena: Toscana e Lazio» curato da Renato Stopani, è un'analisi storica, artistica e religiosa dei tratti toscano e laziale della via, dove è descritta ogni singola "posta", ovvero i luoghi di pernottamento e di ristoro dei pellegrini. Nel viaggio ricostruito da Stopani, si toccano così i paesi e i borghi sfiorati dalla via Francige-na tra il passo della Cisa e Roma: Pontremoli, Lucca, San Gimignano, San Quirico d'Orcia, Acquapendente, Bolsena, Viterbo. L'elenco basta da solo a suggerire quante e quali possibilità di incremento delle risorse e del turismo in queste zone portino con sé la presenza della via Francigena e il transito dei nuovi pellegrini, peraltro vistosamente in crescita: quelli che hanno ritirato la pergamena che certifica la fine del pellegrinaggio sono passati dai 56 del 2002 ai 148 del 2005, e rappresentano comunque una percentuale minima del totale, che gli addetti del settore stimano in circa 1500 partecipanti all'anno. In questa prospettiva si colloca "La valorizzazione della via Fran-cigena", il volume curato da Sandro Polci, uno studio di fattibilità per la definizione di un quadro comune di intervento diretto al rilancio turistico, sia sacro che profano, della via. «Per ora si tratta soltanto di un progetto - dicono alla Banca CR di Firenze - ma all'incontro organizzato all'inizio di ottobre è venuto anche il ministro Rutelli, che si è impegnato a dare un seguito concreto all'iniziativa. In questa fase si stanno contattando gli enti locali interessati, il cui contributo economico è fondamentale per la riuscita del progetto. Sarebbe straordinario riuscire a fare della via Francigena qualcosa di simile al Cammino per Santiago di Compostela». Con un occhio all'altra grande via di pellegrinaggio dell'Europa medievale, il volume propone quindi una serie diinterventi che puntano a fare del territorio attraversato dalla Francigena un sistema di ospitalità organico, dove sono previsti strumenti di segnalazione del percorso, luoghi di accoglienza, aree di sosta, insieme alla sistemazione dei percorsi con pavimentazioni, guadi e passerelle. Il tutto, almeno nelle intenzioni, nel pieno rispetto delle caratteristiche ambientali.
La Francigena gioiello turistico in crescita i pellegrini verso Roma
L'associazione romana Civita ha lanciato il progetto "La via Francigena in Toscana e Lazio. La quotidianità della fede, la straordinarietà del viaggio" per valorizzare i tratti toscano e laziale dell'antica strada di pellegrinaggio. Il progetto è stato reso possibile grazie al finanziamento di diverse istituzioni. Due volumi sono stati pubblicati: "Le soste dei pellegrini lungo la via Francigena: Toscana e Lazio" e "La valorizzazione della via Francigena". Il primo volume descrive ogni singola "posta" dei pellegrini lungo la via, mentre il secondo volume propone una serie di interventi per fare del territorio attraversato dalla Francigena un sistema di ospitalità organico.
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