«PAGHI chi ha commesso errori concedendo le autorizzazioni a costruire edifici che adesso tutti, a cominciare dal ministro Rutelli, ritengono una vergogna. Siano dunque gli enti locali a comprare le villette di Monticchiello per poi abbatterle». Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa, presidente del consiglio superiore dei Beni Culturali ed ora della commissione incaricata di studiare modifiche al codice dei Beni Culturali, ha lanciato quella che giudica una «soluzione plausibile» al caso Monticchiello durante il convegno nazionale del Fai ieri mattina a Roma. «Asor Rosa ha ragione ha aggiunto con Monticchiello si sta scherzando con il fuoco. Un paesaggio intatto diventa un marchio da vendere». In serata Settis confermava come «plausibile» l'ipotesi, non una semplice provocazione. «Dall'omicidio di un essere umano non si torna indietro, dall'assassinio di un paesaggio si può» insisteva, con tono severo, il professore. «Se lo hanno fatto a Bari, demolendo due enormi edifici a Punta Perotti, lo possono e lo debbono fare la To-scana e la Val d'Orcia. E siccome alcuni dicono che i permessi sono stati rilasciati regolarmente, ma tutti concordano nel giudicare una porcheria l'impatto ambientale degli edifici, che siano il Comune, la Provincia di Siena, la Regione Toscana, o for se tutti assieme, a comprare da privato e a demolire». Settis giudica «poco interes sante», e comunque non un li mite al realizzarsi di questa «che è solo un'idea ma non un pro getto», il fatto che Regione e gli enti locali dovrebbero probabilmente trattare l'acquisto degli edifici non con un solo proprietario, il costruttore, ma anche con i privati che nel frattempc hanno già acquistato sulla carta le villette in realizzazione (ad agosto, quando è scoppiato lo scandalo, risultava già vendute il 60 degli 86 appartamenti) «Che si compri da ciascuno de: nuovi proprietari replica Settis la pubblica utilità giustifica questa iniziativa».
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Il direttore della Normale di Pisa, Salvatore Settis, ha proposto che gli enti locali acquistino le villette di Monticchiello e le demoliscono. Settis giudica questa soluzione plausibile e non una semplice provocazione. Ha sottolineato l'impatto ambientale negativo degli edifici e ha chiesto che la Regione e gli enti locali trattino l'acquisto degli edifici con i nuovi proprietari. Settis ha anche sottolineato che la pubblica utilità giustifica questa iniziativa. Alcuni hanno criticato Settis, affermando che Monticchiello è un paesaggio intatto che non dovrebbe essere danneggiato.
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