«ENTRO l'anno prossimo Palazzo Litta si trasformerà in una Cittadella dell'arte e della cultura». L'annuncio del ministro dei Beni Culturali e vicepremier Francesco Rutelli piove a metà mattinata dal palco dell'Auditorium di Confindustria a Roma sulla platea del convegno nazionale del Fondo ambientale italiano. E mette finalmente il sigillo del governo alla riconversione del più importante palazzo barocco di Milano. Completato il trasloco alle Varesine di Porta Garibaldi degli uffici di Trenitalia, da un secolo affittuari delle sale progettate a metà del XVII secolo da Francesco Maria Richini, saranno le Sovrintendenze a trasferire quadri e archivi. Inoltre, il ministro Rutelli lancia l'idea del polo culturale dedicato a Leonardo, collegato con la vicina basilica di Santa Maria delle Grazie: «Il mio sogno ha spiegato il ministro è che all'interno del palazzo si realizzi uno dei luoghi di avvicinamento al Cenacolo Vinciano. Perché a vedere il Cenacolo non devono andare solo i lettori del "Codice da Vinci" di Dan Brown». È la parola fine a una contesa durata anni, la cui fine è stata accelerata dalla definitiva decisione di Trenitalia di abbandonare gli antichi locali, decretata due mesi fa dall'amministratore delegato Mauro Moretti. Palazzo Litta, costruito nel XVII e XVIII secolo, è considerato una delle più significative opere dell'architettura tardo barocca lombarda. Ha al suo interno il più antico teatro in attività della città, da due anni arricchito dalla ristrutturata Sala della Cavallerizza, spazio teatrale ricavato dalle antiche scuderie. E ancora l'imponente scalone, recuperato dopo i bombardamenti del 1943, il Cortile d'Onore e il Cortile dell'Orologio, i giardini sede estiva della rassegna cinematografica dell'Arianteo. Le parole del vicepremier sono state salutate con soddisfazione da Marco Magnifico, amministratore delegato del Fondo ambientale italiano. «È una bellissima notizia ha detto Tre anni fa, Palazzo Litta era tra i beni che lo Stato intendeva vendere. Da bene di cui disfarsi, ora diventa il fiore all'occhiello della cultura». È la riscossa per la Sovrintendenza regionale ai beni architettonici, i cui uffici sono rimasti finora confinati in una palazzina degli anni quaranta, all'interno del complesso di Palazzo Litta. «Possiamo dire sottolinea la sovrintendente Carla Di Francesco che il mancato utilizzo di gran parte delle sale, soprattutto negli ultimi tre anni, è stato un enorme spreco. Mi riferisco a sale ottocentesche che nessuno finora ha mai visto, e delle stessa parte nobile del palazzo, adibita da Trenitalia a uffici». Lì, tra la Sa -la degli specchi e il Salone Rosso, la Sala della Duchessa e l'appartamento di rappresentanza utilizzato in questi anni dalla presidenza di Trenitalia, verranno ambientate le sale vinciane: «Trasferiremo qui l'archivio fotografico prosegue Di Francesco proietteremo film e ambienteremo mostre. Il resto delle sale ospiterà le sovrintendenze monumentali, quella di Brera, l'archivio e la direzione regionale».
Rutelli a Palazzo Litta la cittadella della cultura
Il ministro dei Beni Culturali e vicepremier Francesco Rutelli ha annunciato che Palazzo Litta a Milano sarà trasformato in una Cittadella dell'arte e della cultura. Il palazzo, costruito nel XVII e XVIII secolo, sarà sede delle Sovrintendenze regionali ai beni architettonici e ospiterà anche l'archivio fotografico, le sale vinciane e le mostre. Il trasferimento delle sovrintendenze è stato possibile grazie alla decisione di Trenitalia di abbandonare gli antichi locali. Il palazzo, considerato una delle opere più significative dell'architettura tardo barocca lombarda, sarà anche sede di un polo culturale dedicato a Leonardo, collegato alla vicina basilica di Santa Maria delle Grazie.
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