MANTOVA. Contro il cemento in strada Cipata scende in campo anche il Fai. La presidente nazionale del Fondo per l'ambiente italiano scrive al vicepremier Rutelli: «Vada a Mantova per evitare che 185mila metri cubi di cemento coprano per sempre 30 ettari di paesaggio intatti sulle rive del lago Inferiore». Dopo il presidente di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana, anche il Fai scende in campo a sostegno del Comune contro la lottizzazione di strada Cipata, in riva al lago. Questa volta è infatti la presidente del Fondo per l'Ambiente italiano a prendere carta e penna e lanciare un appello al vicepremier Francesco Rutelli «Signor Ministro! - scrive la presidente del Fai, Giulia Maria Crespi - vada a Mantova e si faccia fotografare a braccetto di questa donna coraggiosa (il sindaco Brioni, ndr)n sostenendola «per evitare che 185mila metri cubi di cemento coprano per sempre 30 ettari di paesaggio intatti sulle rive del lago Inferiore». Martedì, invece, ci sarà l'udienza del Consiglio di Stato sui lavori, sospesi dal Comune e ripresi per decisione del Tar. Per ricostruire questa dibattuta vicenda bisogna partire dal febbraio 2005, quando il consiglio comunale, pochi mesi prima della sua scadenza per fine mandato, dà il via libera alla lottizzazione Lago-castello in strada Cipata. Il progetto prevede la costruzione delle 200 villette e di un albergo in riva al lago Inferiore. Nell'autunno scorso la nuova amministrazione comunale, guidata dal sindaco Brioni, fa sapere di non condividere quella cementifi-cazione che andrebbe a stravolgere il panorama di acqua e di verde che si può ammirare dal castello di San Giorgio. Il 27 ottobre 2005 è la Regione a decidere che il piano di lottizzazione debba essere sottoposto a una valutazione di impatto ambientale. A ciò si aggiunge il fatto che alla documentazione presentata dall'impresa per ottenere il via li-bera ai lavori manca l'autorizzazione paesistica rilasciata dalla sovrintendenza regionale. Ce n'è abbastanza da indurre il Comune a emettere un'ordinanza che sospende i lavori in corso bloccando le ruspe per l'urbanizzazione. L'impresa edilizia impugna l'ordinanza davanti al Tar di Brescia, che accoglie l'istanza e, a sua volta, sospende l'ordinanza comunale. L'impresa riapre il cantiere e chiede allo Sportello unico comunale le concessioni edilizie per costruire case e albergo. Il Comune gliele nega e ricorre al Consiglio di Stato, affiancato anche dalla Regione per difendere il suo decreto di valutazione di impatto ambientale sulla lottizzazione in strada Cipata, messo in discussione dalla sospensiva del Tar. Martedì l'udienza, mentre cresce la mobilitazione cultural-ambientale.