MILANO «La tassa di soggiorno, passata come emendamento della maggioranza alla Finanziaria, deve essere immediatamente ritirata. È un provvedimento iniquo e ingiustificato, resuscitato a vent'anni di distanza dalla cancellazione e mentre molti Paesi a livello internazionale vogliono disfarsene; il Governo faccia marcia indietro, accantoni il provvedimento e discuta finalmente con le categorie». Costanzo Jannotti Pecci, 52 anni, presidente di Federturismo-Confindustria, da tempo si batte contro l'introduzione della tassa di soggiorno, aspramente contestata dagli operatori del settore. In una nota congiunta Federturismo, Confturismo e Assoturismo hanno chiesto ieri a Romano Prodi, Francesco Rutelli e Tommaso Padoa-Schioppa di fare marcia indietro. Ma Rutelli non aveva promesso di rivedere la tassa con gli imprenditori? Dall'annuncio nel corso della Conferenza di Pescara di fine settembre non c'è più stata alcuna verifica con le associazioni che avevano duramente contestato l'annuncio del provvedimento. Pertanto abbiamo chiesto la convocazione urgente per mercoledì prossimo del Comitato nazionale per un confronto aperto, finalmente. Ma si potrà discutere solo se la tassa verrà quantomeno congelata dal Governo. Insomma un colpo basso per il settore. Purtroppo, proprio nel momento in cui si intravede un recupero per il settore dopo anni difficili e dopo che lo stesso Governo si sta adoperando per il rilancio dell'industria turistica. Secondo Lei, perché viene introdotta la tassa di soggiorno? Il punto vero è che non c'è una motivazione specifica. Non c'è neppure una previsione di gettito nell'ambito dei grandi aggregati della Finanziaria. Per questo motivo è una decisione inconcepibile e assurda, nei fatti si tratta di una tassa sugli alberghi che non è mai stata verificata, concertata con nessuno. Eppure gli hotel, solo di Iva, versano oltre 2 miliardi l'anno, oltre a essere gravati in misura massima dell'Ici e dell'Irap. Il settore non beneficia neppure degli interventi sul cuneo fiscale. Sono contro la tassa anche le Regioni, che l'hanno criticata fin da subito. È un balzello assurdo, appoggiato solo da qualche Comune e che era stato già abolito anni fa.