Il tempo stringe per il Getty Museum di Malibù che deve restituire all'Italia cinquantadue capolavori, tra cui la Venere di Morgantina e l'Atleta di Lisippo, la statua greca ripescata nel 1964 da un motopeschereccio di Fano e planata, dopo un «passaggio» in Svizzera», nei depositi del museo californiano. Lo ha dichiarato il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli al «Los Angeles Times» che, in un servizio da Roma, parlava ieri di una minaccia di «embargo culturale» italiano contro il Getty Museum. «Ho cercato di spiegarlo in modo amichevole negli ultimi sei mesi ai responsabili del Getty», ha spiegato Rutelli al quotidiano di Los Angeles. «Se non l'hanno ancora capito, temo che il processo di conciliazione avrà termine e comincerà un serio conflitto». Anche le parole del capo del dipartimento per i beni culturali e paesaggistici del ministero, Giuseppe Proietti, sempre sulle pagine del giornale americano, non lasciano dubbi: i negoziati «non hanno fatto un singolo passo avanti. Non accetteremo soluzioni parziali. Suggerirò al governo di adottare sanzioni culturali contro il Getty, sospendendo tutta la cooperazione culturale». L'Italia ha raggiunto accordi negli ultimi mesi con il Metropolitan Museum di New York e con il Museum of Art di Boston per il ritorno di opere d'arte italiane, ma con il Getty la trattativa è risultata assai più difficile. La vicènda peraltro si intreccia con il processo a Roma -la seconda udienza è fissata per giovedì 16 novembre - contro la ex curatrice delle antichità del museo dì Malibù, Marion True, accusata di aver agito illegalmente nell'acquisto di opere d'arte.