Ai turisti che giungono da alcuni giorni in città, Agrigento offre finalmente qualcosa di buono e integrale da vedere. Sono state infatti tolte le impalcature che per alcuni mesi hanno nascosto il tempio di Giunone e quello di Ercole. Gabbie metalliche indispensabili per effettuare gli indifferibili interventi di restauro e consolidamento, effettuati con i soldi destinati all'area archeologica agrigentina dall'Unione Europea. Lo smantellamento delle impalcature è stato già completato e finalmente quanti vengono nel capoluogo per ammirarne gli scorci più caratteristici possono apprezzarne due tra i più rinomati. Un «brodino» gustoso pensando soprattutto a cosa accadeva fino a qualche giorno fa, quando il turista trovava ingabbiati monumenti, tutti sottoposti a interventi di restauro. La Cattedrale chiusa, il seminario chiuso a metà, i Templi della Concordia, di Giunone, di Ercole e altri siti rinomati sono stati e sono tutt'ora un'attrazione fantasma per tanta gente giunta anche da lontano. Ancora oggi sono molti coloro i quali si abbarbicano lungo via Duomo per recarsi in Cattedrale, sognando di visitarla, ma trovano tutto rigorosamente sbarrato. Adesso, almeno una parte dei simboli della via Sacra dei Templi torna a essere ammirabile in tutto il suo millenario splendore, giustificando il costo del biglietto per accedere ai siti archeologici. All'impacchettamento dei templi, infatti, non è stato associato un adeguamento al ribasso del costo del biglietto, rimasto invariato. Non resta adesso che aspettare che la Cattedrale di oggi e quella dell'antica Akragas, ovvero il tempio della Concordia, vengano restituiti alla gente e ai turisti in particolare, smaniosi di ammirare strutture uniche al mondo.