Moltissimi beni culturali della provincia di Massa Carrara sono a rischio ed i pericoli maggiori sono dovuti all'incuria o alla mancanza di adeguata tutela. «Questo ;convegno ha affermato nel suo intervento l'assessore provinciale alla cultura Lara Vene nasce dalla consapevolezza che i beni culturali del nostro territorio devono essere salvaguardati con il massimo impegno. Per questo motivò, in collaborazione con la diocesi e l'associazione italiana professionisti della sicurezza Aipros, vogliamo fare un punto sulla situazione del patrimonio artistico della provincia, sul suo stato di salute. Sono state distribuite a tutti i comuni delle schede tecniche dove indicare i dati delle opere d'arte, per avere un quadro generale, Questa occasione non deve essere un episodio sporadico ma un punto di partenza. L'obiettivo ha concluso l'assessore è la valorizzazione del nostro patrimo-nio; culturale tutelandolo nella maniera più opportuna, coinvolgendo tutte le realtà del territorio». Al convegno, tenutosi presso il museo diocesano di Massa, dal titolo "II patrimonio storico e artistico ricchezza culturale ed economica del territorio: prevenzione e gestione delle emergenze", hanno partecipato Mario Celi dell'ufficio dei beni culturali della provincia; il colonnello Giovanni Pastore, vice comandante del comando dei carabinieri tutela del patrimonio culturale; Francesco Guglielmino, del settore protezione civile della provincia; la professoressa Adarosa Ruffini; Gianni Andrei, vicepresidente vicario dell'Aipros; Franco Carli, assessore alla protezione civile di Serravezza; l'ingegner Ivano Roveda dell'Aipros; Attilio Tori della Regione Toscana; Simone Andreotti, responsabile nazionale protezione civile di Legambiente; il vescovo Eugenio Binini e don Luca archimandita della cattedrale; Laura Donati della Soprintendenza per le province di Lucca e Massa Carrara; Barbara Sisti e Elena Scaravella dell'ufficio diocesano per l'arte sacra e i beni culturali. Sul tema delle emergenze del territorio Celi ha sottolineato la peculiarità della provincia, "terra di confine" e nel passato importante snodo stradario (basti ricordare la via Franci-gena) e sui cui sorge un numero enorme di castelli di proprietà pubblica, tra cui l'Aghinolfi di Montignoso e il Malaspina di Massa, cittadelle e fortificazioni, in tutto 204, senza contare musei, chiese, pievi e ville, pubbliche e private: un patrimonio vasto e ricco. L'emergenza nasce anche dalla scarsa conoscenza a tutti i livelli dei beni artistici, soprattutto religiosi, "nascosti" sul territorio: perciò è fondamentale l'opera di inventariazione del patrimonio ecclesiastico eseguita a partire dagli anni '70 e ripresa con maggior vigore nel '97 di cui si sono fatte portavo-ci la Sisti e la Scaravella, il cui intento è "conoscere per tutelare , e che ha visto studiare archivi e beni "mobili", come statue e parati per celebrazioni liturgiche in ben 470 edifici. Il colonnello Pastore ha portato all'attenzione il lucroso commercio che vive dietro la trafugazione di oggetti artistici, benché nella provincia di Massa il reato risulti pressoché sconosciuto, forse anche per la mancanza di catalogazione delle opere. E' necessario perciò tutelare i beni artistici da ogni genere di pericolo, calamità naturale o reato, attraverso un'opera seria di pianificazione, prevenzione, soccorso e ripristino, come hanno sottolineato Guglielmino e i rappresentanti dell'Aipros Roveda e Andrei, coinvolgendo associazioni, istituzioni pubbliche ed enti sul territorio e avvalendosi dell'energia, volontà ed anche preparazione dei corpi volontari.