«Siamo alla fine di un percorso durato cinquant'anni»; così proclama il soprintendente Antonio Paolucci mentre sta per introdurre l'annunzio che il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, è venuto a dare proprio dentro gli Uffizi, nella storica Biblioteca Magliabechiana. Sorridente e soddisfatto, Urbani riprende ufficialmente un dialogo iniziato nello scorso febbraio, quando il sindaco di Firenze Leonardo Domenici gli chiedeva di chiarire «presente e futuro» della galleria più famosa e più frequentata del mondo. II dialogo si è chiuso con questa promessa: il ministero si impegna a concludere formalmente, secondo quanto impone la legge Merloni, i vari gradi dei progetti esecutivi senza i quali, anche se non mancano idee, disegni e fondi, non si può portare avanti la sistemazione definitiva di interni ed esterni dell'edificio vasariano, compresa la famosa uscita secondaria che deve avvalersi della pensilina progettata dal giapponese Arata Isozaki. Ieri, dunque, Giuliano Urbani ha portato i progetti notevolmente progrediti, a cura dell'architetto ministeriale Roberto Cecchi. Inoltre ha potuto sbandierare lo straordinario accordo concluso con il Comune di Firenze. Grazie ad esso alle somme giacenti da anni per il finanziamento dei lavori, circa cinquanta milioni di euro, si aggiungono i circa sette milioni di euro che il municipio aveva ottenuto dal Gruppo Benetton, per concedere in sostanza il permesso di trasformazione in centro acquisti e ristorante, del vecchio cinema Capitol fronteggiante il retro Uffizi, in piazza Castellani. Questi soldi ora il Comune li passa ufficialmente al ministero purché si finisca tutta la faccenda. Una collaborazione fra Benetton, ministero e uffici locali renderà possibile entro pochi mesi lo studio archeologico e i giochi ingegneristici, che permetteranno, tra l'altro, la nascita del «portico Isozaki» senza danni per i reperti medioevali del terreno. Frattanto, dice il ministro, entro febbraio «si aprono i cantieri per il progetto definitivo di quei Nuovi Uffizi che nel 2006 sarà possibile inaugurare». Un filmato proiettato rafforza l'ottimismo di funzionari e uomini politici. Si vede più o meno come saranno sistemate le sale, come sarà valorizzato per esposizione e studi quel primo piano della Galleria che ora è inutilizzato. Il ministro inoltre elargisce particolari notizie felici al sindaco Leonardo Domenici che molto gradisce, dicendo che rafforzerà il rapporto con gli enti locali, e anche al soprintendente Paolucci, annunciando che le Soprintendenze speciali come la sua saranno trasformate in fondazioni con molta autonomia. Tutti contenti, dunque? Questo non è certo. Non tanto per una possibile incredulità verso l'ottimismo dell'onorevole Urbani, quanto per quel famoso «portico Isozaki» che conta ancora, in tutto il mondo, agguerrite schiere di oppositori, capeggiate da un fiorentino celebre come il regista Franco Zeffirelli.