Allo studio anche la possibilità di collegamenti sotterranei con il Museo e le stazioni della metropolitana Partono domani i lavori di restauro della Galleria Principe di Napoli. Si comincia con il lato che dà su via Broggia. Poi si passerà ai porticati di via Pessina, dai quali i clochard saranno inevitabilmente sloggiati, e di piazza Museo. I lavori interesseranno anche gli spazi interni: l'atrio, i tre bracci e i locali attualmente adibiti a bar, negozi o uffici. Le pavimentazioni in pietra saranno ripristinate. La spesa complessiva ammonta a 2 milioni e 800 mila euro, la nuova Galleria sarà riconsegnata alla città nel dicembre 2007. Hanno fine, in questo modo, anni di abbandono e degrado. Allo studio la possibilità di collegamenti sotterranei con il Museo e le stazioni della metropolitana. Era il regno del degrado. Da domani partono i lavori che si concluderanno nel dicembre del 2007 Galleria Principe, via al restauro nuovo look per i varchi e le scale AL VIA il restauro della Galleria Principe di Napoli. Si parte domani con il lato che da su via Broggia, nelle prossime settimane i ponteggi saranno montati davanti all'ingresso di via Pessina e infine sulla facciata principale del monumento, in piazza Museo. I lavori, affidati alla ditta Romeo Gestioni, verranno ultimati per il dicembre del 2007. La spesa si aggira intorno ai 2 milioni e 800 mila euro. «Obiettivo dell'amministrazione comunale è di rilanciare la Galleria in chiave turistica e culturale», spiega l'assessore al Patrimonio Ferdinando Di Mezza. Di più: «D'intesa con il ministero per i Beni culturali e la Soprintendenza regionale stiamo verificando la possibilità di realizzare un collegamento sotterraneo tra la Galleria, il Museo e le stazioni della Metropolitana». Il restauro interesserà i porticati di piazza del Museo e di via Pessina, con ripristino della pavimentazione in pie -tra, e le tre facciate (Museo, Pessina, Broggia). I clochard che da anni stazionano sotto i portici di via Pessina, promettono al Comune, verranno per forza di cose costretti a sloggiare. E nel giro di pochi mesi lo stato di degrado in cui da anni versa il monumento sarà soltanto un ricordo. I lavori riguarderanno ovviamente anche le scale, le cancellate in ferro, i tre bracci interni e l'atrio centrale: con la volta, la pavimentazione in marmo, gli stucchi, i bassorilievi, le statue, le cornici, gli elementi in pietra e gli impianti di illumina-zione in ghisa e in ottone. L'intervento interesserà anche i locali che affacciano sull'atrio: bar, negozi, uffici. Saranno ripristinati gli impianti idrici, elettrici e telefonici, gli infissi e le condutture fognarie. Un restyling a tutto tondo, che darà finalmente un aspetto "europeo" al bel monumento consegnato alla città nel 1883 e sul cui impianto sono ancora leggibili le intuizioni di architetti come Lamont Young ed Enrico Alvino .I locali interni, annuncia Di Mezza, ospiteranno «attività di artigiana-to artistico, antiquariato, animazione, spettacolo, ristorazione tipica e di qualità». Saranno inoltre funzionanti un infopoint per turisti e uno spazio espositivo sulle istituzioni culturali presenti nell'area {Museo archeologico, Madre, teatro Bellini, Accademia di belle arti, Conservatorio). Nella Napoli di fine Ottocento era forte la sensibilità nei riguardi delle innovazioni urbanistiche e architettoniche. L'area delle Fosse del grano, che si estendeva tra le attuali piazze Dante e Museo, era stata per secoli destinata alla raccolta delle derrate alimentari. E non erano rare le esecuzioni capitali. Negli anni immediatamente successivi all'Unità d'Italia, furono predisposti interventi sui forti dislivelli del suolo. Nel 1870 si diede inizio ai lavori della Galleria: si pensava a una struttura inferro ein vetro, un nuovo centro commerciale su ispirazione dei "passages" parigini e delle "arcades" londinesi. Quando fu terminata, il progetto divergeva sensibilmente dall'originale. I bracci della galleria erano tre, anziché quattro, a causa della pre-esisten-za della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. E i tre accessi, posti su diversi livelli, necessitarono di scalinate di raccordo.