la tassa di soggiorno non piace a nessuno, tranne ai Comuni e neppure a tutti. Era stata annunciata dal Governo in settembre e aveva subito avuto una bordata di contestazioni. Erano scesi in campo anche i grandi tour operator, che avevano preso carta e penna per scrivere a Palazzo Chigi, criticando un balzello abolito molti anni prima. Ma niente da fare, nonostante il rischio di perdita d'immagine dell'Italia. La tassa è stata ripresentata in Parlamento e approvata a maggioranza. Così com'è grava praticamente solo sugli alberghi. A decidere dovrebbero essere i Comuni, che così potranno incamerare nuove risorse. A scapito dei conti delle imprese e dei prezzi che fatalmente lieviteranno. In palese contraddizione con l'impegno, con il Governo a parole in prima linea, di contrastare la perdita di competitività del turismo italiano, una delle poche "materie prime" dell'Italia. Resta poi il dubbio sull'uso delle risorse. Nei disastrati conti comunali il gettito della tassa di soggiorno sarà forse utilizzato per investimenti per migliorare la ricettività? Per questo ci sarebbero tanti altri strumenti, che funzionerebbero meglio e sarebbero più equi dell'antistorica tassa di soggiorno.
TASSA DI SOGGIORNO Alla fine paga solo il turista
la tassa di soggiorno non piace a nessuno, tranne ai Comuni e neppure a tutti. Era stata annunciata dal Governo in settembre e aveva subito avuto una bordata di contestazioni. Erano scesi in campo anche i grandi tour operator, che avevano preso carta e penna per scrivere a Palazzo Chigi, criticando un balzello abolito molti anni prima. Ma niente da fare, nonostante il rischio di perdita d'immagine dell'Italia. La tassa è stata ripresentata in Parlamento e approvata a maggioranza. Così com'è grava praticamente solo sugli alberghi. A decidere dovrebbero essere i Comuni, che così potranno incamerare nuove risorse. A scapito dei conti delle imprese e dei prezzi che fatalmente lieviteranno. In palese contraddizione con l'impegno, con il Governo a parole in prima linea, di contrastare la perdita di competitività del turismo italiano, una delle poche "materie prime" dell'Italia. Resta poi il dubbio sull'uso delle risorse. Nei disastrati conti comunali il gettito della tassa di soggiorno sarà forse utilizzato per investimenti per migliorare la ricettività? Per questo ci sarebbero tanti altri strumenti, che funzionerebbero meglio e sarebbero più equi dell'antistorica tassa di soggiorno.
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