Non bastavano i sacchi di plastica, le cartacce e l'immondizia che già la scorsa estate avevano invaso la piccola area archeologica. Ora a peggiorare il degrado dell'Insula dell'Ara Coeli - tra il Campidoglio e il Vittoriano - sono arrivati perfino gli escrementi. Non a terra ma proditoriamente lanciati contro le pareti di una nicchia affrescata. L'ultimo sfregio all'ex casa d'affitto romana edificata nel II secolo d.C - meta di tanti turisti e gite scolastiche di giorno, rifugio di senzatetto di notte - è la cacca sull'arte. Nel cuore di Roma, sotto il nucleo culturale dei Musei capitolini e la maestosa scalinata dell'Ara Coeli, ignoti hanno segnato indegnamente il loro passaggio fra le pietre antiche. Gli affreschi sono quanto resta di un ciclo trecentesco raffigurante la «Pietà», realizzato nella chiesa dì S.Biagio del Mercato sorta nel Medioevo sull'insula. Gli escrementi, ancora attaccati agli affreschi, erano ben visibili ieri agli increduli turisti che profittando della bella giornata transitavano davanti alla domus romana: sito archeologico che, peraltro, dovrebbe essere aperto gratuitamente a giorni (da metà di novembre a fine di maggio) alle scolaresche. Il servizio di vigilanza si è fermato, evidentemente, alle vicine fontane dei due mari - a sinistra, l'Adriatico di Emilio Quadrelli, a destra, il Tirreno di Pietro Canonica - ai lati dei Vittoriano, dove stazionano i carabinieri a guardia dell'Altare della Patria. Ma quegli escrementi sulle antiche pitture sono un'offesa a tutta la città.